PUNTO 1-Aumento spread per paura populismi, non credo a burattinai - Renzi

giovedì 22 maggio 2014 10:29
 

(Aggiunge commento Poletti)

ROMA, 22 maggio (Reuters) - L'aumento dello spread registrato ieri tra i Btp decennali e i bund tedeschi è legato alle crescenti paure sui mercati di una possibile affermazione dei movimenti populisti alle elezioni europee, non a presunti 'burattinai' che tramano contro l'Italia.

Lo ha detto stamani il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

"È naturale che quando c'è una prospettiva di sviluppo il mercato vada sotto 150, ora è andato a 184 perché leggendo i giornali gli operatori vedono il trionfo dei populismi. Ma io non credo ai burattinai dello spread", ha detto Renzi rispondendo alle domande degli ascoltatori al programma di Radio Rai, 'Radio anch'io'.

"Non credo alla cultura dell'alibi. Se sbagliamo la colpa è mia", ha aggiunto il premier.

Dopo una puntata ieri in area 200 punti base, stamane il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi si trova in area 182 punti base, da 184 pb della chiusura ieri.

Anche secondo il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, le tensioni sui titoli di stato si allenteranno dopo il voto di domenica: "Credo che lo spread sia collegato al dato delle elezioni in Europa E' ragionevolmente immaginabile che, passate le elezioni, questa situazione si stabilizzi".

L'aumento dello spread "è molto a ridosso della tornata elettorale che in Europa dà un segno di tanti movimenti antieuropei. Questo preoccupa, nell'attesa chi sta sui mercati tende a coprirsi".

Poletti, come Renzi, respinge che ci sia scetticismo nei confronti della situazione economica italiana. "Direi di no, gli altri dati che riguardano la produzione industriale o l'aspettativa dei consumatori italiani sono positivi", ha detto il ministro a Mattino5, fiducioso che sarà centrato il target di governo di una crescita del Pil di +0,8% nel 2014 nonostante il -0,1% del primo trimestre.   Continua...