16 maggio 2014 / 14:23 / 3 anni fa

PUNTO 3-Governo approva decreti su cessione 40% Poste e 49% Enav

* Previste Opv anche in più fasi e con incentivi a dipendenti

* Per Enav possibile anche trattativa privata

* Precedente governo aveva previsto 5,8 mld entro l‘anno (Aggiunge pubblicazione decreti su sito Mef)

ROMA, 16 maggio (Reuters) - Via libera definitivo del governo ai decreti che fissano i criteri per la cessione del 40% di Poste Italiane e del 49% di Enav, società interamente controllate dallo Stato.

Le due dismissioni dovrebbero garantire fino a 5,8 miliardi di introiti quest‘anno da destinare alla riduzione del debito, in linea con le raccomandazioni della Commissione europea. A marzo il debito ha toccato il massimo storico di 2.120 miliardi e a fine anno è visto al 134,9% del Pil.

Nel Documento di economia e finanza pubblicato il mese scorso, il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan ha alzato allo 0,7% del Pil dal precedente 0,5% l‘obiettivo annuo di introiti da privatizzazioni per gli anni 2014-2017.

Senza le dismissioni programmate, nel 2014 e nel 2015 la dinamica del rapporto debito pubblico/Pil non rispetta il Fiscal compact, il Trattato europeo che obbliga l‘Italia a ridurre di un ventesimo l‘anno la distanza dalla soglia di riferimento del 60%.

Una nota di Palazzo Chigi non fornisce indicazioni sui tempi ma spiega che le cessioni potranno essere effettuate anche in più fasi, attraverso un‘offerta pubblica di vendita rivolta agli investitori istituzionali e al pubblico, inclusi i dipendenti del gruppo.

La possibilità di frazionare i collocamenti, ha spiegato in passato il governo, deriva dall‘esigenza di massimizzare gli introiti per lo Stato.

Il precedente esecutivo di Enrico Letta aveva valutato Poste 10-12 miliardi ed Enav 1,8-2 miliardi.

Lo scorso gennaio l‘allora ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni sperava di portare a termine l‘operazione su Poste prima dell‘estate e confermato che il governo stava lavorando per allungare a 5 da 3 anni la convenzione con Cdp e il contratto di programma.

Il cambio di governo a febbraio potrebbe aver allungato i tempi di qualche mese. Una fonte finanziaria ha recentemente detto a Reuters che c‘è ancora tempo per fare l‘Ipo in autunno.

Mercoledì una fonte del Tesoro ha definito privo di fondamento un articolo del Messaggero in cui si ipotizzava la cessione a fermo di una quota di Poste a Cassa depositi e prestiti (80,1% Tesoro, 18,4% fondazioni bancarie), in caso di slittamento dell‘Ipo.

INCENTIVI PER DIPENDENTI, PICCOLI RISPARMIATORI

I due Dpcm sono stati pubblicati sul sito mef.gov.it.

Nel dettaglio, il decreto prevede per Poste Italiane forme di incentivazione per i 146.000 dipendenti del gruppo in termini di quote dell‘offerta riservate, di prezzo e di modalità di finanziamento.

Per quanto riguarda l‘Ente nazionale per l‘assistenza al volo il decreto prevede, oltre all‘opzione Opv, anche la trattativa diretta da realizzare attraverso procedure che evitino conflitti di interesse.

Anche per Enav sono previsti incentivi per i dipendenti in caso di offerta pubblica di vendita. La delibera del Consiglio dei Ministri prevede comunque l‘offerta pubblica quale percorso prioritario da perseguire, “in presenza di un adeguato contesto di mercato”.

In entrambi i casi potranno essere previste forme di incentivazione anche per i risparmiatori, compresi i titolari di conti correnti postali.

L‘amministratore delegato di Enav, Massimo Garbini, ha detto nel pomeriggio che Enav è un‘azienda “sana” e “pronta a qualsiasi sfida compresa la quotazione in Borsa”.

Oltre a Poste ed Enav, il Def prevede la cessione o la valorizzazione di quote detenute in Eni ed STMicroelectonics.

Altre operazioni riguarderanno le società in cui lo Stato detiene partecipazioni indirette attraverso Cassa depositi e prestiti: Sace, Fincantieri, Cdp Reti, e TAG (Trans Austria Gastleitung GmbH).

Rientra nell‘elenco anche Grandi Stazioni-Cento Stazioni, controllata da Ferrovie dello Stato.

(Giuseppe Fonte)

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