9 maggio 2014 / 12:06 / 3 anni fa

PUNTO 1-Electrolux, lunedì tavolo al Mise, mercoledì sintesi da Renzi

(Aggiunge dichiarazioni, contesto)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 9 maggio (Reuters) - La vertenza Electrolux, arenatasi ieri sera per una frattura tra i sindacati, torna da lunedì a Roma sotto la supervisione del ministero dello Sviluppo, nella speranza che si possa trovare un accordo che scongiuri centinaia di esuberi nei 4 stabilimenti italiani della multinazionale degli elettrodomestici, che lamenta un eccessivo costo del lavoro.

Lo riferiscono due fonti vicine alla trattativa.

Una delle fonti dice che il tavolo generale sindacati-azienda-governo è previsto per mercoledì e, se tutto andrà a buon fine, la sera ci sarà il passaggio finale a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il sottosegretario Graziano Del Rio.

"Lunedì alle 14,30 i rappresentanti di Electrolux e i sindacati [che in queste settimane si stanno incontrando a Mestre] si sposteranno al ministero dello Sviluppo economico con l'auspicio che la sede ministeriale possa favorire una mediazione", ha detto la fonte.

Sempre lunedì, intorno alle 20,00, il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, incontrerà i segretari generali dei metalmeccanici, categoria di riferimento del settore elettrodomestici, per tentare la stretta finale mentre mercoledì pomeriggio è previsto il tavolo generale. Se tutto andrà bene le parti saranno poi ricevute dal premier per il suggello finale.

A determinare lo stop è arrivata ieri la proposta della Fiom Cgil che preferisce, per il triennio 2014-2017, un taglio del premio di risultato dei lavoratori che incide sul Tfr "per un importo teorico di circa 9 euro al mese", piuttosto che una riduzione delle pause che "scarica solo sui lavoratori delle linee di montaggio la riduzione del costo del lavoro".

La sortita ha fatto infuriare gli altri sindacati.

SINDACATI SPACCATI DOPO PROPOSTA FIOM TAGLIO PREMI RISULTATO

"La Uilm ritiene del tutto sbagliato riaprire la discussione su temi chiusi come il salario, così come oggi incredibilmente ha fatto la Fiom: presso il Mise, su richiesta allora unitaria del sindacato ed in seguito alle forti mobilitazioni dei lavoratori, Electrolux stessa si è difatti impegnata a non chiedere più alcun taglio di stipendio", dice Gianluca Ficco, coordinatore Uilm elettrodomestici.

La trattativa sembrava essere alle battute finali dopo che il 6 maggio l'azienda aveva prospettato l'ingresso di un partner al sito friulano di Porcia per assorbire 150 dei circa 400 esuberi, e una crescita dei volumi produttivi negli altri tre stabilimenti italiani di Susegana, Solaro e Forlì.

La complicata vertenza si è aperta a fine gennaio quando Electrolux aveva annunciato un taglio dei salari tra i circa 6.000 dipendenti italiani, oltre 1.000 esuberi, e la chiusura di Porcia con l'obiettivo di tagliare il costo del lavoro di 3 euro all'ora e renderlo più vicino a quello dell'Est Europa.

Dopo vari incontri Electrolux aveva accettato di tagliare il costo del lavoro senza toccare i salari presentando un piano industriale 2014-2017 che, per l'Italia, prevede investimenti da 150 milioni. Gli esuberi potenziali sarebbero 800 (dai 1.200 circa iniziali) da evitare attraverso pensionamenti e mobilità volontarie e l'aumento dei volumi produttivi. Prorogati i contratti di solidarietà in tutti e quattro gli stabilimenti.

Il governo ha stanziato nel decreto lavoro 15 milioni annui di sgravi contributivi per le aziende che applicano contratti di solidarietà, come Electrolux.

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