Lavoro, ok multa per chi supera tetto precari. Domani dl in aula Senato

lunedì 5 maggio 2014 16:44
 

ROMA, 5 maggio (Reuters) - La commissione Lavoro del Senato ha dato il via libera all'emendamento del governo al decreto sul mercato del lavoro che tramuta in multa il precedente obbligo di assunzione per le aziende che sforano il tetto dei contratti a termine consentiti.

L'emendamento all'articolo 1 è passato con il voto dei partiti di maggioranza - Pd, Ncd e Scelta Civica - dopo la mediazione di venerdì scorso con la quale l'esecutivo ha assecondato le istanze degli alleati di centrodestra.

Nel corso della serata la commissione voterà tutti gli emendamenti presentati dall'esecutivo, che sono otto e modificano anche alcuni punti che attengono all'apprendistato. In particolare, sale a 50 da 30 il numero di dipendenti che l'azienda deve avere affinché scatti l'obbligo di stabilizzare il 20% degli apprendisti; la formazione sarà mista, pubblica e privata.

La versione del decreto approvata dalla Camera in prima lettura due settimane fa era stata modificata per volontà della sinistra Pd introducendo l'obbligo di assunzione a tempo indeterminato per le imprese che avessero sforato il 20% di precari. Ncd aveva votato il testo poiché il governo aveva chiesto in aula la fiducia, annunciando però battaglia contro una norma che secondo il partito di Angelino Alfano ledeva la libertà d'impresa irrigidendo il mercato. Poi la mediazione sulla multa che ha consentito oggi il voto favorevole in commissione. La sanzione amministrativa sarà più lieve per il primo sforamento e più pesante per i successivi.

Il decreto passa da domani all'esame dell'aula del Senato, dove dovrebbe essere votato in seconda lettura entro la settimana.

Poi la terza, e salvo sorprese, ultima lettura alla Camera affinché il testo sia convertito in legge entro il 19 maggio, pena la decadenza.

La vera sfida sul mercato del lavoro sarà la legge delega, seconda gamba del Jobs act, che ha l'ambizione di introdurre il contratto a tutele crescenti e riformare gli ammortizzatori sociali sostituendo la cassa integrazione in deroga con un sussidio universale.

(Francesca Piscioneri)

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