5 maggio 2014 / 09:04 / 3 anni fa

Italia, Ue conferma valutazione Pil e deficit in attesa dettagli su misure 2015

MILANO, 5 maggio (Reuters) - Si assicura una votazione identica a quella di fine febbraio sia dal lato del Pil sia da quello del deficit l‘Italia in occasione dell‘ultimo esame Ue delle stime di primavera.

In deciso peggioramento, a causa dei maggiori pagamenti di debiti della PA decisi dal governo Renzi, le indicazioni per la dinamica debito/Pil - da sempre per l‘Italia tallone d‘Achille - nonché quelle sul mercato del lavoro.

Bruxelles precisa comunque che le stime sull‘anno prossimo non tengono conto - come prevede la prassi dell‘orizzonte ‘a bocce ferme’ - di provvedimenti come il taglio dell‘Irpef sui redditi più bassi o degli effetti della spending review “dal momento che i dettagli non sono ancora stati specificati”.

Passando ai numeri, la proiezione dell‘esecutivo comunitario per la crescita resta a 0,6% quest‘anno e 1,2% il prossimo.

Si tratta di valori identici a quelli ipotizzati con le stime d‘inverno e di poco inferiori agli 0,8% e 1,3% messi nero su bianco dal Def del mese scorso.

Decisamente penalizzante soprattutto per quest‘anno è invece il confronto con le indicazioni per la media della zona euro, per cui si indica 1,2% nel 2014 e 1,7% nel 2015.

“Il miglioramento [nella dinamica del Pil] visto nel quarto trimestre 2013 è legato alla performance positiva delle esportazioni e all‘aumento degli investimenti in macchinari” si legge nel breve capitolo dedicato all‘Italia.

“Rischi al ribasso potrebbero derivare da un ulteriore apprezzamento dell‘euro e da un acuirsi delle tensioni geopolitiche, con ripercussioni negative sulla ripresa guidata dall‘export”.

Identiche a quelle di febbraio anche le indicazioni sul deficit/Pil - 2,6% quest‘anno e 2,2% il prossimo - anche in questo caso perfettamente in linea al Def di aprile quest‘anno, mentre sul 2015 il governo ha un ben più ambizioso 1,8%.

Uno sguardo alle proiezioni al disavanzo strutturale - su cui si gioca buona parte della partita l‘esecutivo di Matteo Renzi, che punta a una dilazione di un anno per il pareggio - parla di “miglioramento soltanto marginale”. Anche se per il triennio 2013-2015 la Commissione conferma la prospettiva di un‘ampia stabilizzazione del bilancio strutturale.

In vista degli incontri di oggi e domani di Eurogruppo ed Ecofin, Pier Carlo Padoan ieri sera un‘intervista televisiva si è detto “fiducioso” sul fatto che Bruxelles approvi lo slittamento del pareggio di fronte a un Paese che “sta cambiando”.

Il quadro si fa decisamente più fosco passando alle stime sul debito, per cui si prevede un 135,2% del Pil quest‘anno e 133,9% il prossimo contro una media della zona euro al picco di 9,6% nel 2014.

Se a fine febbraio Bruxelles indicava 133,7% e 132,4%, il Documento di economia e finanza scrive 134,9% per il 2014 e 133,3% per l‘anno prossimo.

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