RPT-Decreto Irpef, dubbi tecnici Senato su costituzionalità imposta quote Bankitalia

venerdì 2 maggio 2014 18:39
 

(Corregge refuso)

ROMA, 2 maggio (Reuters) - La principale risorsa individuata nel decreto Irpef del governo per finanziare il bonus di 80 euro per i lavoratori con redditi medio-bassi e la riduzione del 10% dell'aliquota Irap è a rischio incostituzionalità.

Lo dicono i tecnici della commissione Bilancio del Senato, dalla quale parte l'iter di approvazione del decreto, analizzando la norma che prevede l'incremento al 26% dal 12% dell'imposta sostitutiva sulle quote rivalutate di Bankitalia, che le banche dovranno versare interamente nel 2014 anziché in tre rate annuali di pari importo, come era invece previsto nella legge di Stabilità.

L'anticipo dell'imposta al 2014 dovrebbe fruttare 1,794 miliardi, stima la relazione che accompagna il decreto legge. Ma la certezza di questo gettito potrebbe venire messa in discussione da eventuali contenziosi, dice "la nota di lettura" dei tecnici del Senato, pubblicata sul sito di Palazzo Madama.

In particolare, scrivono, andrebbe "valutato con attenzione" se l'aumento dell'imposta e la compressione dei tempi per il suo pagamento possano "determinare una lesione del principio dell'affidamento legittimo del contribuente alla certezza dell'ordinamento giuridico".

"Repentini mutamenti del quadro normativo potrebbero in altri termini finire per definire la tassazione postuma di una ricchezza non più attuale, ovvero non garantire quell'esigenza di anticipata conoscenza da parte del contribuente del carico fiscale posto sulle proprie attività economiche, con conseguente possibile violazione di precetti costituzionali (articoli 41, 53, 97 della Costituzione)", prosegue la nota di lettura.

Per questa ragione, "andrebbero valutati con attenzione i profili di compatibilità della norma in esame con il predetto dettato costituzionale".

Il decreto dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro il 24 giugno.

(Roberto Landucci)

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