May 2, 2014 / 4:33 PM / 3 years ago

PUNTO 1-Lavoro, da governo emendamenti a decreto. Pace fatta con Ncd

4 IN. DI LETTURA

* Sanzioni più 'soft' per imprese che infrangono legge

* Si aspetta reazione dei sindacati e della minoranza Pd (Aggiunge dettagli da emendamenti, commento Ichino)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 2 maggio (Reuters) - Il governo ha presentato in Senato otto emendamenti al decreto sul mercato del lavoro che mettono a tacere i mal di pancia di Ncd e Scelta Civica allentando i vincoli per le imprese che violino le nuove norme su contratti a termine e apprendistato.

I due partiti di centrodestra - principali alleati del Pd nel governo di Matteo Renzi - avevano votato la fiducia al testo in prima lettura alla Camera la scorsa settimana, annunciando però battaglia in Senato contro le modifiche introdotte per volontà della minoranza Pd, giudicate punitive per le aziende.

Uno degli emendamenti presentati oggi dall'esecutivo prevede una "sanzione amministrativa" per le imprese che sforino il 20% dei contratti a termine. La multa sarà più lieve per il primo sforamento e più pesante per i successivi.

Il testo uscito da Montecitorio dopo le modifiche apportate in commissione Lavoro introduceva al contrario l'obbligo di assunzione.

"Emendamenti governo su dl lavoro nella giusta direzione. Si poteva fare di più ma nel governo c'è anche il Pd", scrive su twitter il presidente della Commissione lavoro in Senato dell'Ncd, Maurizio Sacconi.

E un altro senatore del partito di Angelino Alfano, Giuseppe Esposito, sempre con un tweet dice che "il governo ha presentato al Senato 8 emendamenti al decreto lavoro che vanno nella direzione di riequilibrio".

Le altre modifiche prevedono l'esenzione dal tetto massimo di contratti a termine per le startup e per gli istituti pubblici e privati di ricerca scientifica e l'esclusione dei rapporti di somministrazione dalle nuove norme sui contratti a termine.

In materia di apprendistato sale da 50 a 30 il numero di dipendenti che l'azienda deve avere affinché scatti l'obbligo di stabilizzare il 20% degli apprendisti; la formazione sarà mista, pubblica e privata.

Un ordine del giorno del relatore Pietro Ichino impegna poi il governo a chiarire che la sanzione per l'inadempimento dell'obbligo formativo nell'apprendistato da parte dell'impresa non consisterà più nella conversione in contratto a tempo indeterminato, ma in contratto a termine con la stessa durata del periodo di apprendistato.

Ichino, ex Pd oggi Sc e relatore del provvedimento, si dice soddisfatto per le modifiche che definisce frutto di "un buon accordo di maggioranza".

Particolarmente gradito a Ichino il preambolo del decreto nel quale verrà inserito l'impegno del governo e della maggioranza a varare mediante la legge delega - che completa il Jobs act - il codice semplificato del lavoro con la previsione del contratto a tempo indeterminato a protezione crescente.

Il giuslavorista da anni propone di sostituire il contratto a tempo indeterminato con un contratto a tutele crescenti che consenta di superare di fatto l'articolo 18.

Gli emendamenti, circa 700, saranno votati da lunedì. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 19 maggio, pena la decadenza.

Resta da vedere come reagiranno al nuovo testo i sindacati e la minoranza Pd.

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