Ripresa resta fragile, rendere debito sostenibile - Bankitalia

martedì 15 aprile 2014 11:19
 

ROMA, 15 aprile (Reuters) - Con una ripresa che resta "fragile" e gravata da "rischi al ribasso", il governo deve "assicurare la sostenibilità del debito pubblico" per "conservare la fiducia dei mercati".

Lo dice il vice direttore generale della Banca d'Italia, Luigi Federico Signorini, nel corso di un'audizione alla Camera sul Documento di economia e finanza (Def).

"Sull'andamento dell'attività economica nei prossimi trimestri gravano rischi al ribasso, legati all'eventualità di sviluppi internazionali sfavorevoli o, sul piano interno, di un riassorbimento più lento delle residue tensioni sul mercato del credito", avverte Signorini.

L'andamento dei conti pubblici nei primi mesi del 2014 è coerente con il calo dell'indebitamento netto in rapporto al Pil dal 3% del 2013 al 2,6% indicato per il 2014.

Bankitalia mostra però di avere dubbi sulla capacità del governo di ridurre il deficit rispettando gli obiettivi programmatici, alla luce della manovra sull'Irpef da 6,7 miliardi nel 2014 e da 10 miliardi dal 2015.

Nel 2015 i 17 miliardi indicati come valore massimo della spending review "non sarebbero sufficienti, da soli, a conseguire gli obiettivi programmatici, qualora dovessero finanziare lo sgravio dell'Irpef", attuare la manovra correttiva ereditata dal governo Letta e "dare anche copertura agli esborsi connessi con programmi esistenti non inclusi nella legislazione vigente", dice Signorini.

Il quadro di bilancio rispetta la regola di riduzione del debito prevista dal Fiscal compact. Tuttavia, "se gli andamenti macroeconomici dovessero discostarsi, anche di poco, dalle previsioni contenute nel Def, o se non si realizzassero integralmente le dismissioni programmate, il rispetto della regola sarebbe messo a repentaglio".

Un nodo critico è l'intenzione di raccogliere 0,7 punti di Pil l'anno vendendo gli attivi del patrimonio pubblico. Bankitalia parla di "un obiettivo ambizioso" e sottolinea come "nell'ultimo decennio gli importi da dismissioni mobiliari sono stati pari a circa 0,2 punti di Pil in media all'anno".

Signorini dice che "l'equilibrio finanziario pubblico non si deve perseguire, ovviamente, con strategie miopi: la possibilità di ridurre il peso del debito sul Pil non dipende solo da una gestione prudente delle finanze, ma anche dalla capacità di crescita dell'economia".   Continua...