13 marzo 2014 / 17:43 / tra 4 anni

Debiti Pa, garanzia Stato e certificazione in 30 giorni per cessione a banche - bozza

* Garanzia statale estesa a debiti maturati nel 2013

* Ddl prevede aumento debito pubblico e deficit del 2014

* Sanzioni per le amministrazioni che pagano in ritardo

di Giuseppe Fonte

ROMA, 13 marzo (Reuters) - Garanzia statale e certificazione entro 30 giorni: sono i due strumenti attraverso i quali il governo vuole facilitare la cessione a banche e Cassa depositi e prestiti (Cdp) dei crediti commerciali che i fornitori privati vantano con le pubbliche amministrazioni.

Il disegno di legge esaminato ieri dal Consiglio dei ministri contiene tutta una serie di misure per accelerare la liquidazione delle fatture inevase.

L‘articolo 11, si legge nella bozza, stabilisce che i debiti di parte corrente “certi, liquidi ed esigibili” maturati a fine 2012 siano assistiti da garanzia statale dal momento della cessione agli intermediari finanziari.

La garanzia è valida anche per le passività maturate entro il 31 dicembre 2013, purché “i crediti siano oggetto di certificazione”.

In questo secondo caso i tempi stabiliti dalla bozza sono serrati. Dall‘entrata in vigore del ddl i fornitori avranno due mesi di tempo per chiedere che venga riconosciuto il loro credito. Avvenuta la richiesta, le amministrazioni avranno due strade: riconoscere il debito “o procedere alla contestazione”. Il tutto dovrà avvenire “entro trenta giorni dalla data di ricezione dell‘istanza”.

Sanzione da “100 euro per ogni giorno di ritardo nella registrazione sulla piattaforma elettronica” del Tesoro per i dirigenti che non si adeguano.

LA FORMULA ‘PRO SOLUTO’

Forti della garanzia pubblica, le imprese fornitrici possono cedere “pro soluto” il credito certificato “ad una banca o ad un altro intermediario finanziario”.

La Cdp potrà acquisire dalle banche i crediti nei limiti di una dotazione finanziaria che dovrà essa stessa stabilire.

Le banche potranno vendere i crediti anche a “istituzioni finanziarie dell‘Unione europea e internazionali”, come la Banca europea degli investimenti (Bei).

Il disegno di legge recepisce nei fatti il piano presentato dal presidente della Cdp, Franco Bassanini.

Il ddl non è stato per ora approvato per le obiezioni del Tesoro, che teme un aumento del debito pubblico oltre i parametri stabiliti dal Patto di stabilità europeo.

La cessione ‘pro soluto’ fa sì che della eventuale inadempienza risponda solo l‘amministrazione debitrice. Così il debito da commerciale diventa finanziario e, in base alle regole europee, va contabilizzato a debito.

La cessione ‘pro solvendo’, invece, mantiene l‘obbligazione giuridica in capo all‘impresa e non incide sul bilancio.

Non solo. Secondo fonti governative, quale che sia la modalità di cessione diventerebbe più difficile per il Tesoro non far emergere i debiti, una volta certificati e assistiti da garanzia pubblica.

“Dobbiamo valutare nel contesto macroeconomico generale e, laddove ci siano scostamenti, dobbiamo ottenere l‘approvazione del Parlamento e l‘approvazione della Commissione europea: questo vale per le misure sui debiti ma vale anche per altre misure, compreso il taglio del cuneo”, ha spiegato ieri il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan.

I VINCOLI EUROPEI

Matteo Renzi ha promesso di sbloccare entro luglio 68 miliardi di crediti dopo gli oltre 22 erogati nel 2013.

L‘Italia ha potuto iniziare a smaltire gli arretrati perché i governi Monti e Letta hanno ottenuto dall‘Europa il permesso ad emettere più debito tra 2013 e 2014.

L‘ex sindaco di Firenze vuole tornare su questa strada. La bozza definisce i termini per concedere ulteriori anticipazioni alle amministrazioni territoriali mediante un incremento del Fondo previsto dal decreto 35 del 2013. La dotazione non è però quantificata.

Il ddl estende i rimborsi ai debiti di Regioni ed enti locali maturati alla data del 31 dicembre 2013, sia di parte corrente che di parte capitale. I primi aumentano solo il debito, i secondi anche il deficit.

Un fondo specifico è destinato a liquidare i debiti degli enti locali nei confronti delle proprie società partecipate. Altre risorse andranno a ripianare le passività fuori bilancio.

Le pubbliche amministrazioni che registrano ritardi nei pagamenti superiori a 60 giorni nel 2014 e a 30 giorni dal 2015 non potranno assumere “personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale”. Sono esclusi però gli enti del sistema sanitario nazionale.

Previsto l‘obbligo di comunicare, entro il 15 di ciascun mese, le informazioni sulle fatture da liquidare.

Infine, il ddl prevede la compensazione tra crediti commerciali e somme iscritte a ruolo notificate entro il “30 settembre 2013”.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below