RPT-Tasse rendite finanziarie, dubbi su ampio divario con titoli stato

giovedì 13 marzo 2014 16:05
 

(Cambia titolo)

* Prodotti senza titoli stato sottostanti pagano più del doppio rispetto Bot/Btp

* Penalizzate gestioni patrimoniali, più convenienti polizze

* Adeguamento ad Europa dovrebbe avvenire anche a livello di incentivi

di Maria Pia Quaglia

MILANO, 12 marzo (Reuters) - Stretta fiscale sulle rendite finanziarie per garantire il taglio del 10% del costo del lavoro Irap pagata dalle imprese.

Secondo la capoeconomista Prometeia Stefania Tomasini,"dal punto di vista distributivo" non fa una piega; ma, ancorchè atteso, il provvedimento previsto nel pacchetto di misure del governo Renzi per rilanciare l'economia, scatena qualche mal di pancia nell'industria del risparmio gestito. Sotto accusa è il divario che si apre fra i prodotti finanziari colpiti dall'aumento della tassazione - al 26% dall'attuale 20% - e quelli che restano con un'imposizione del 12,5%, principalmente titoli di stato e prodotti che hanno come sottostante governativi italiani o europei. Non vengono risparmiati invece conti correnti e conti deposito.

Si tratta di una differenza di più del doppio che sancisce una "evidente disparità di trattamento tra chi compra titoli di stato e chi si affida al risparmio gestito e (dimostra che) viene chiaramente privilegiato il finanziamento del debito pubblico", osserva Corrado Caironi strategist R&CA, ricercaefinanza.it.

Nell'industria ci si interroga sulle criticità legate ai possibili squilibri che la distanza fra un'imposizione al 26% e al 12,5% può produrre, anche considerando che i titoli di stato godono anche di un trattamento preferenziale rispetto alle imposte di successione.   Continua...