Ue non penalizza Italia per contributi a fondi Efsf ed Esm -Rehn

venerdì 7 marzo 2014 13:54
 

BRUXELLES, 7 marzo (Reuters) - Nel chiedere all'Italia uno sforzo maggiore di consolidamento fiscale, la Commissione europea non ha tenuto conto dell'effetto che il finanziamento dei fondi salva Stati Efsf ed Esm ha sul debito pubblico.

"Non penalizziamo un Paese per il suo contributo all'Esm o all'Esf. L'impatto di questi contributi sul debito pubblico è fuori dai nostri calcoli", spiega Simon O'Connor, portavoce del commissario Olli Rehn.

Mercoledì la Commissione europea ha retrocesso l'Italia nel club dei Paesi con "squilibri macroeconomici eccessivi", assieme a Croazia e Slovenia.

L'esecutivo comunitario lamenta che la correzione del deficit strutturale sia insufficiente a ridurre l'elevato debito pubblico italiano alla luce dei nuovi e più severi parametri del Fiscal compact.

L'ex ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha indicato nei rimborsi alle imprese, nel calo del Pil e nei contributi a Efsf ed Esm i fattori di crescita del debito italiano.

"Il debito è aumentato anche perché abbiamo dovuto pagare i conti lasciati con i fornitori dai governi precedenti. Quello di Enrico Letta è stato il primo governo che ha restituito i soldi alle imprese. Per non dire dei 50 miliardi di indebitamento che ci siamo accollati per le operazioni di salvataggio di Paesi come Grecia o Irlanda e per alimentare il Meccanismo europeo di stabilità", ha detto Saccomanni al Corriere della sera.

A dicembre 2013, secondo le statistiche di Bankitalia, i programmi europei di sostegno ai Paesi in crisi hanno raggiunto il valore di 55,6 miliardi, di cui 11,5 miliardi è il contributo italiano al capitale dell'Esm.

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