3 marzo 2014 / 13:19 / 3 anni fa

PUNTO 1-Italia, deficit/Pil 2013 stabile a 3%, scende avanzo primario

(riscrive, aggiunge commenti)

di Elvira Pollina

MILANO/ROMA, 3 marzo (Reuters) - Nel 2013, per il secondo anno consecutivo, l'indebitamento delle amministrazioni pubbliche italiane è stato pari al 3% del prodotto interno lordo, il livello massimo consentito per rispettare i limiti europei, nonostante la marcata riduzione della spesa per interessi.

E' quanto emerge dai numeri preliminari resi noti stamane da Istat, che risultano in larga parte in linea alle attese degli analisti e arrivano a pochi giorni dall'insediamento del nuovo governo guidato da Matteo Renzi, che nei suoi primi interventi da premier ha confermato l'impegno a tenere i conti in ordine.

L'anno scorso, complici l'allentamento delle tensioni finanziarie internazionali e il superamento dei timori di una rottura dell'euro, gli interessi passivi sono diminuti al 5,2% del Pil dal 5,5% del 2012.

"Questa riduzione è stata però compensata da un avanzo primario meno elevato rispetto all'obiettivo del Def e in calo rispetto all'anno precedente", rileva Chiara Manenti, analista di Intesa Sanpaolo.

Il saldo primario, che esclude gli interessi sul debito, è infatti sceso a 2,2% da 2,5% del 2012, mentre il Documento di Economia e Finanza indicava un target di 2,4%.

DEBITO/PIL IN RIALZO, MA INFERIORE A STIMA GOVERNO

Il rapporto debito/pil sale al 132,6% dal 127,0% nel 2012, in misura leggermente inferiore rispetto a quanto previsto dal Def, che lo ho stimava al 132,9%.

"Presumibilmente è spiegabile in buona parte con la non completa liquidazione dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese", spiega Manenti.

Dei previsti 27 miliardi ne sono stati liquidati, infatti, solo 21,6.

Sul fronte dell'economia, Istat conferma la stima preliminare diffusa a metà febbraio, indicando per il 2013 una caduta pari all'1,9%, che, a livello assoluto, riporta il Pil appena sotto i livelli registrati nel 2000. Leggermente rivista al rialzo il Pil 2012, portato a -2,4% da -2,5%.

Tutti negativi i contributi delle componenti alla dinamica del prodotto interno lordo, ad eccessione della domanda estera netta (+0,8%). Spicca in particolare il calo della domanda nazionale al netto delle scorte (-2,6% dopo -4,5% nel 2012).

Nel 2014 l'economia italiana, che ha arrestato il ciclo negativo iniziato a metà 2011 nel corso dell'estate, tornando a crescere dello 0,1% nel quarto trimestre, dovrebbe registrare un andamento positivo sull'interno anno.

Le ultime stime del governo Letta indicavano una crescita dell'1,1%, mentre Ocse, Fmi e Unione europea propendono per un più modesto 0,6%.

Secondo Bruxelles, il rapporto deficit/Pil dovrebbe portarsi a 2,6% quest'anno, non lontano dall'ultima stima ufficiale pari a 2,5%, e al 2,2% il prossimo.

- ha collaborato da Roma Antonella Cinelli

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