PUNTO 1-Confindustria: Italia "su filo rasoio", politica non raccoglie allarme

giovedì 19 dicembre 2013 14:14
 

(Ripete titolo)

* Confindustria vede pericolo tenuta sociale

* Csc: in scenario peggiore Pil piatto nel 2015

di Antonella Cinelli

ROMA, 19 dicembre (Reuters) - L'Italia cammina "sul filo del rasoio" nonostante la fine della recessione, secondo Confindustria, che oggi ha rivisto al ribasso le proprie stime macroeconomiche. E che denuncia che i suoi ripetuti allarmi non siano stati raccolti dal mondo politico.

Se da una parte si rilevano "molti segni di grande vitalità e buone carte da giocare", dall'altra "esistono rischi al ribasso", si legge nel rapporto 'La difficile ripresa. Cultura motore dello sviluppo', elaborato dal Centro studi di Confindustria (Csc).

"Non c'è nessun Paese dentro e fuori l'Europa in cui le lancette dell'economia siano tornate così indietro nel tempo a causa della crisi", ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, sottolineando che di fronte alle denunce sulla situazione del Paese "le reazioni della politica sono come se il messagio fosse non pervenuto!".

"Ai ritmi ipotizzati il Pil italiano non tornerà ai valori del 2007 prima del secondo trimestre 2021", ha spiegato Squinzi, indicando come risorsa cruciale per la crescita del Paese la cultura in tutte le sue declinazioni.

Le previsioni mostrano un peggioramento del Pil 2013 al -1,8% (in linea con gli obiettivi programmatici del governo) dal -1,6% della stima di settembre, mentre il Pil 2014 è visto stabile a 0,7%. Per il 2015, il Centro studi di Confindustria (Csc) vede un Pil all'1,2%. Per il 2014 e il 2015 il Tesoro stima rispettivamente 1% e 1,7%.   Continua...