9 dicembre 2013 / 10:15 / 4 anni fa

PUNTO 4-Renzi, conferma fiducia a governo, segreteria al femminile under 40

* Il neosegretario nomina i nuovi dirigenti under 40

* Prima rivoluzione nel partito, più donne che uomini in segreteria

* Priorità sono riforma elettorale e Costituzione, lavoro, Europa (Aggiorna dopo incontro con Letta)

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 9 dicembre (Reuters) - Il neo segretario del Pd Matteo Renzi, che ieri ha vinto le primarie del suo partito con circa il 68% di consensi su quasi 2,9 milioni di votanti, ha presentato oggi pomeriggio la sua “squadra” composta da under-40, in attesa che domenica prossima l‘assemblea nazionale formalizzi il suo incarico.

In abbondante ritardo, atteso da decine di giornalisti italiani e stranieri, Renzi ha tenuto una conferenza stampa rapidissima, per poi recarsi a Palazzo Chigi a incontrare il premier e compagno di partito Enrico Letta, dopo aver annunciato comunque che “il punto non è far cadere il governo, è far lavorare il governo per fargli ottenere dei risultati”.

L‘incontro a Chigi è durato circa un‘ora. Al termine una foto dei due in posa cordiale, postata su Twitter dalla presidenza del Consiglio, ed una bereve dichiarazione congiunta: “Lavoreremo bene insieme”.

“Bisogna dare immediatamente segnali, non c‘è un minuto da perdere”, ha avvertito Renzi.

Il nuovo leader ha anche confermato che resterà sindaco di Firenze, nonostante le critiche dei suoi avversari.

Come aveva promesso nelle scorse settimane, Renzi ha annunciato i nomi dei 12 componenti della nuova segreteria e del portavoce, sottolineando che l‘età media dei dirigenti è di 35 anni. Cinque gli uomini: Luca Lotti, suo fedelissimo, all‘organizzazione; il docente della Johns Hopkins University Filippo Taddei all‘economia; Stefano Bonaccini agli enti locali; Francesco Nicodemo alla comunicazione; Davide Faraone a welfare e scuola.

Sette le donne: il presidente del Friuli Debora Serracchiani alle infrastrutture; Marianna Madia al lavoro; Maria Elena Boschi alle riforme costituzionali; Francesca Mogherini alle politiche europee; Pina Picierno alla legalità/Sud; Chiara Braga all‘ambiente; Alessia Morani alla giustizia. Il portavoce sarà Lorenzo Guerini. Mentre Renzi terrà per sé la cultura.

Tutti o quasi i nuovi dirigenti sono nati negli anni 70. Sono in gran parte “renziani doc”, mentre solo alcuni sono o sono stati vicini agli ex segretari Pd Walter Veltroni, Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani e a Pippo Civati.

Domenica prossima, a Milano, l‘assemblea nazionale dovrà formalizzare l‘incarico di Renzi ed eleggere un nuovo presidente, oltre a nominare la direzione del partito, di cui Renzi avrà il diritto di indicare 20 membri, scelti, ha annunciato, tra personalità della cultura.

Già domani sera, invece, Renzi riunirà i gruppi parlamentari. Il neosegretario ha anche di fatto archiviato la legge di Stabilità: “Il lavoro fatto dal Pd e da Epifani mi pare concluso. Importante è concentrarsi sul 2014”.

NO RISCHI SCISSIONE. FIDUCIA A GOVERNO NON IN DISCUSSIONE

Renzi ha ribadito che le tre priorità del suo partito saranno: le riforme costituzionali (e ancor prima la legge elettorale), un piano per il lavoro e una proposta per l‘Europa, anche in vista delle elezioni del 25 maggio per l‘Europarlamento, prima importante prova per il suo partito.

“Non sono preoccupato di tensioni con i gruppi parlamentari. Se c‘è bisogno di fare una discussione la faremo”, ha aggiunto. Tra i parlamentari, i cosiddetti “renziani” sono ancora una minoranza, anche se sempre più numerosi eletti hanno sostenuto negli ultimi mesi la sua corsa.

In ogni caso il messaggio del leader 38enne è che “il ritiro della fiducia non è un tema all‘ordine del giorno”, ma “il punto centrale è per me che il governo dia delle risposte”.

A differenza di quanto previsto da alcuni osservatori, Renzi ha raccolto ampi consensi anche nella base dei vecchi militanti del Pd.

Indicativo che le punte più alte di percentuali il sindaco di Firenze le abbia raccolte nelle regioni cosiddette “rosse”, vale a dire Emilia-Romagna, Umbria, Marche oltre alla “sua” Toscana (dove ha toccato il massimo del 78,5%), regioni nelle quali ha avuto un consenso nettamente superiore al 70%.

Per quanto i risultati definitivi ancora non siano disponibili, appare chiaro che Renzi ha ottenuto più voti di quelli raccolti lo scorso anno da Pier Luigi Bersani nel ballottaggio contro per la premiership.

Ieri ha partecipato alle primarie un numero di persone grosso modo simile a quello rilevato durante il ballottaggio e comunque un numero molto vicino ai 3,1 milioni delle primarie del novembre 2012 che erano di “coalizione” e non solo del Pd.

Il dato era apparso evidente dalle code di ieri ai gazebo, dove si erano visti molti dei vecchi militanti del Pci; apparentemente bassa la rappresentanza giovanile, dato che dovrà comunque essere verificato da analisi dei risultati e della composizione dei votanti.

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