Fisco, con norme autodenuncia stima rientro 15 miliardi da Svizzera - fonte

giovedì 17 ottobre 2013 17:40
 

di Emilio Parodi e Elvira Pollina

MILANO, 17 ottobre (Reuters) - Dall'attuazione delle nuove norme per il rientro di capitali in Italia è lecito attendersi pagamenti al fisco relativi ai depositi oggi in Svizzera attorno ai 15 miliardi di euro.

Lo ha detto a Reuters una fonte a conoscenza del dossier.

"Gli svizzeri stimano la totalità del sommerso sui 100 miliardi di euro - ha spiegato - Con una eventuale riemersione, calcolando tasse, sanzioni e interessi di mora si stima l'ingresso nelle casse dello Stato del 15%, quindi, nel caso, attorno ai 15 miliardi".

All'extragettito che lo Stato incasserebbe per regolarizzare questi capitali emersi, andrebbero aggiunti, in prospettiva, prosegue la fonte, i proventi della tassazione "sulle relative rendite finanziarie conseguenti all'emersione".

La condizione perché l'emersione si concretizzi però, ha precisato la fonte, è l'adozione da parte dell'Italia di un quadro normativo specifico e adeguato che la renda possibile.

"Bastone e carota. Prima di tutto da un lato l'inasprimento delle ipotesi di reato che rischia chi non si regolarizza, dall'altro lato la possibilità di evitare proprio queste sanzioni penali più gravi con la piena collaborazione", dice la fonte.

Da questo secondo punto di vista nell'attuale legislazione manca una "premialità" in caso di autodenuncia all'erario in relazione alle conseguenze penali connesse ai reati fiscali che possono essere contestati.

"Per fare un esempio - ha continuato - con gli strumenti normativi attuali nei mesi scorsi una grande banca italiana ha imposto alla sua fiduciaria lussemburghese di far compilare ai propri clienti il modulo RW (il modulo per dichiarare al fisco investimenti all'estero, ndr). Il risultato è stato che metà dei clienti l'ha compilato, e l'altra metà invece ha cambiato banca".   Continua...