Legge Stabilità, gli effetti della spending review dal 2015

mercoledì 16 ottobre 2013 17:53
 

ROMA, 16 ottobre (Reuters) - La spending review potrà incidere sul bilancio pubblico italiano di fatto non prima del 2015.

Il neo commissario Carlo Cottarelli, ha spiegato ieri Palazzo Chigi, deve contribuire con 600 milioni nel 2015 e 1,2 miliardi nel 2016 ai 16,1 miliardi di tagli alla spesa in programma tra 2014 e 2016.

La legge di Stabilità, stando all'ultima bozza disponibile, stabilisce che le misure di razionalizzazione dovranno essere adottate "entro il 15 ottobre 2014".

Poi c'è la manovra correttiva che l'Italia ha promesso di fare alla Commissione europea per mantenere gli obiettivi di riduzione del disavanzo nel triennio 2015-2017.

La correzione ammonta a 0,2 punti di Pil l'anno ed è presente nella legge di Stabilità con tanto di clausola di salvaguardia.

La bozza prevede che la presidenza del Consiglio emani, "entro il 31 marzo del 2014", un decreto per ridurre le "agevolazioni, le detrazioni nonché i regimi di esclusione, esenzione e favore fiscale vigenti alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, tali da assicurare maggiori entrate pari a 3 miliardi per il 2015, 7 miliardi per il 2016 e 10 miliardi per il 2017".

Subito dopo la bozza precisa che il taglio delle tax expenditure potrà essere "corrispondentemente" ridotto "in relazione ai maggiori risparmi di spesa ottenuti con gli interventi di controllo e riduzione della spesa pubblica, rispetto a quanto considerato nei tendenziali di finanza pubblica 2015-2017".

Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, aveva accennato ieri alla clausola di salvaguardia giustificandola con il fatto che il governo non può, in questa fase, contabilizzare tutti i risparmi attesi dalla spending review.

"La tentazione sarebbe stata di quantificare gli obiettivi già nella legge di Stabilità. Ce ne siamo astenuti, però abbiamo messo come clausola di salvaguardia il fatto che potranno essere realizzati degli obiettivi di risparmio della spesa, penso soprattuto alla migliore definizione dei costi e dei fabbisogni, riduzione degli sprechi, abbandonando la tecnica dei tagli che in una certa misura abbiamo dovuto utilizzare in questa manovra per tenere conto della necessità di far quadrare i conti", aveva spiegato l'ex direttore generale della Banca d'Italia.   Continua...