October 16, 2013 / 1:53 PM / 4 years ago

PUNTO 1-Bankitalia, non disperdere opportunità miglioramento area euro

4 IN. DI LETTURA

(Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni)

ROMA, 16 ottobre (Reuters) - Il governo non dovrà allentare la presa sui conti pubblici negli ultimi mesi dell'anno se vuole centrare l'obiettivo di un deficit non superiore al limite europeo del 3% del Pil come nel 2012.

Lo rende noto l'ultimo Bollettino economico trimestrale della Banca d'Italia mentre si aspetta la decisione finale dell'esecutivo sull'abolizione o meno della seconda rata dell'Imu per il 2013.

"E' essenziale non disperdere le opportunità offerte dal miglioramento del quadro congiunturale dell'area dell'euro e dei primi segnali di stabilizzazione in Italia", si legge nel Bollettino.

Il pagamento dei debiti commerciali sembra essersi associato a un miglioramento delle prospettive delle imprese che li hanno ricevuti, osserva Bankitalia.

Nel trimestre estivo il ritmo di caduta del Pil dovrebbe essersi pressoché annullato e si profila la possibilità di una inversione di tendenza dell'attività economica entro la fine dell'anno, dicono gli economisti di via Nazionale nel documento.

Nei primi otto mesi del 2013 il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche al netto delle dismissioni mobiliari è stato pari al 59,7 miliardi, superiore di 9 a quello del corrispondente periodo del 2012.

Nei primi nove mesi dell'anno le entrate tributarie, su base omogenea, hanno registrato un aumento dello 0,5% circa rispetto allo stesso periodo del 2012.

L'aumento dell'Iva entrato in vigore a inizio ottobre "eserciterebbe una temporanea spinta al rialzo dell'indice dei prezzi al consumo pari, nell'ipotesi di traslazione totale a meno di mezzo punto percentuale".

Per gli anni 2015-2017 il governo ha delineato una crescita superiore alle previsioni di consenso, osserva Bankitalia.

"Il concretizzarsi di queste ipotesi richiederà la stabilità del quadro interno e la continuità del processo di riforma", si legge nel Bollettino.

"L'impegno a promuovere la crescita nell'ambito di un disegno riformatore coerente e sistematico e il rispetto scrupoloso degli obiettivi di bilancio rimangono elementi cruciali per sciogliere i nodi che soffocano la capacità competitiva dell'economia italiana".

Sul sistema bancario italiano gli esperti di via Nazionale osservano che la sua capacità di fronteggiare scenari macroeconomici avversi è stata confermata dal Financial Sector Assessment Program del Fondo monetario internazionale.

I coefficienti patrimoniali dei cinque maggiori gruppi bancari italiani hanno continuato a migliorare, per effetto della riduzione delle attività ponderate per il rischio.

Alla fine di giugno il coefficiente relativo al patrimonio di qualità primaria (core tier 1 ratio) ha raggiunto, in media, l'11,2% da 10,9 in dicembre.

Quelli relativi al patrimonio di base (tier 1 ratio) e al complesso delle risorse patrimoniali (total capital ratio) sono saliti, rispettivamente, all'11,9 e al 15,0% da 11,6 e 14,5 in dicembre 2012, secondo Bankitalia.

La Bce sta per avviare la valutazione (comprehensive assessment) delle condizioni delle banche che, con l'entrata in funzione del meccanismo unico di supervisione, saranno vigilate in forma accentrata.

I primi cinque gruppi italiani sono Unicredit, Intesa SanPaolo, Mps, Ubi e Banco Popolare.

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