Legge stabilità non piace a sindacati che pensano a sciopero

mercoledì 16 ottobre 2013 13:42
 

ROMA, 16 ottobre (Reuters) - Ancora non si ha contezza della versione definitiva della legge di stabilità varata dal governo ieri a tarda sera che già arrivano le reazioni, negative, dei sindacati.

Nel mirino in particolare la stretta sul pubblico impiego che, nelle intenzioni l'esecutivo di Enrico Letta, contribuirà con altre voci a tagliare la spesa di 3,5 miliardi nel triennio 2014-2016.

Secondo le ultime bozze la contrattazione del pubblico impiego rimane bloccata per tutto il 2014.

La notizia è stata confermata stamani dal ministro della Funzione pubblica Gianpiero D'Alia, secondo il quale però non ci sono novità rispetto a quanto deciso dal consiglio dei ministri dello scorso agosto, che ha approvato un regolamento per prorogare alla fine del prossimo anno il blocco della contrattazione e degli aumenti automatici degli stipendi dei dipendenti pubblici.

La Uil, per bocca del suo leader, Luigi Angeletti, si è detta pronta a "proteste moto forti" compreso lo sciopero e anche la Cgil è pronta a mobilitarsi.

"L'ennesimo blocco dei contratti dei dipendenti pubblici senza una riqualificazione della PA non è un fatto positivo. Quando avremo verificato i testi non escludo che potrà esserci una mobilitazione sindacale. Non facciamo sconti neppure a questo governo", afferma il Segretario Confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, ad Affaritaliani.it.

Inoltre il pubblico impiego non dovrebbe recuperare l'indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2013-2014.

Neanche l'indennità per gli anni 2015-2017 sarà aggiornata rispetto a quella valida per il 2013. "I risparmi di spesa lordi sono quantificati in 300 mln per il 2015 e 440 mln a decorrere dal 2016 relativamente al comparto Stato", si legge nella bozza.

Il turn over del personale viene bloccato fino al 2018 con anche se con gradualità con assunzioni pari al 40% delle uscite nel 2015, al 60% nel 2016, e all'80% nel 2017.   Continua...