16 ottobre 2013 / 13:18 / tra 4 anni

SCHEDA-La legge di Stabilità del triennio 2014-2016

(Riscrive con contesto e contenuti disegno di legge)

16 ottobre (Reuters) - Taglio del cuneo fiscale, incentivi alla patrimonializzazione delle imprese e all‘assunzione di lavoratori a tempo indeterminato, ulteriori rimborsi alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione, margini in bilancio per gli investimenti di comuni e province e un primo pacchetto di dismissioni.

La legge di Stabilità del triennio 2014-2016, secondo quanto dice il governo, punta a rafforzare l‘ancora stagnante economia italiana senza compromettere gli obiettivi di riduzione dell‘indebitamento netto.

La Commissione europea ha ricevuto ieri il testo della manovra e dovrà ora verificare quanto le scelte del governo siano coerenti con l‘impegno a spostare il carico fiscale dai fattori di produzione, come lavoro e capitale, verso patrimonio, consumi ed emissioni inquinanti.

Palazzo Chigi dice che la legge di Stabilità riduce la pressione fiscale al 44,3% del Pil nel 2014, al 43,8% nel 2015 e al 43,3% nel 2016.

GLI INTERVENTI DEL 2014 VALGONO 11,6 MLD, 3 MLD A DEFICIT

Nel triennio 2014-2016 la manovra contiene interventi per 27,3 miliardi e reperisce risorse per 24,6 miliardi. Palazzo Chigi dice che gli sgravi fiscali ammontano in totale a 14,6 miliardi: 9 per le famiglie e 5,6 per le imprese.

Gli interventi del 2014 valgono 11,6 miliardi, le coperture 8,6. Circa 3 miliardi, infatti, sono impieghi finanziati a deficit attraverso la forbice tra indebitamento programmatico (2,5% del Pil) e indebitamento tendenziale (2,3%).

LE RISORSE: QUASI IL 60% DERIVA DA AUMENTI DELLE ENTRATE

Le coperture del 2014 derivano per 3,5 miliardi da tagli alla spesa e per 5,1 miliardi da aumenti delle entrate.

Le voci principali sono: i tagli alla spesa di amministrazioni centrali (2,5 mld) e Regioni (1 mld); il nuovo regime sulle perdite di banche e assicurazioni (2,2 mld); l‘aumento del bollo sulle attività finanziarie (900 mln); la prima sforbiciata al vasto mondo delle agevolazioni fiscali (500 mln); la rivalutazione dei beni d‘impresa e delle partecipazioni (500 mln); la vendita di immobili pubblici (500 mln); il visto di conformità per le compensazioni sulle imposte dirette (460 mln).

IL CUNEO FISCALE E L‘ACE

Il governo taglia il costo del lavoro stanziando poco più di 2,5 miliardi nel 2014 tra riduzione dell‘Irpef sui redditi medio-bassi (1,5 miliardi), limatura dell‘Irap sul costo del lavoro (40 milioni) e minori premi Inail (1 mld).

Completa l‘intervento un incentivo alla trasformazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato (70 milioni), sotto forma di restituzione del contributo versato dalle aziende per l‘Aspi, l‘assicurazione sociale per l‘impiego.

La riduzione del cuneo fiscale vale 10,6 miliardi nel triennio: 5 ai lavoratori e 5,6 alle imprese.

Rafforzata la deducibilità del rendimento prodotto dagli aumenti di capitale (Ace). Secondo l‘ultima bozza a disposizione, l‘aliquota salirà gradualmente dall‘attuale 3% al 4% nel 2014, al 4,5% nel 2015 e al 4,75% nel 2016.

LA SERVICE TAX SI CHIAMA TRISE

Al posto di Imu e Tares il governo istituisce una tassa sui servizi municipali il cui gettito andrà interamente ai comuni. L‘Imu dovrebbe continuare ad applicarsi solo sulle prime case di lusso, di pregio artistico o storico.

La Trise, questo il nome del nuovo tributo, ha due componenti: la prima (Tari) finanzia la raccolta dei rifiuti urbani; la seconda (Tasi) garantisce le risorse per i servizi indivisibili come l‘illuminazione e la manutenzione delle strade. L‘aliquota di base della Tasi è l‘1 per mille.

La manovra trasferisce un miliardo ai comuni per ridurre il prelievo della service tax.

GLI INVESTIMENTI DI COMUNI E PROVINCE

Allentando il patto di stabilità interno, comuni e province potranno finanziare investimenti pari a 1 miliardo e rimborsare altri 500 milioni di debiti commerciali in conto capitale.

BANCHE, DEDUCIBILI IN 5 ANNI LE PERDITE SUI CREDITI

Le svalutazioni e le perdite sui crediti diventano “deducibili in quote costanti nell‘esercizio in cui sono contabilizzate e nei quattro successivi”, secondo le ultime bozze della manovra. Le perdite realizzate con cessione di crediti sono completamente deducibili nell‘esercizio in cui sono rilevate in bilancio. L‘imposta di bollo sulle comunicazioni relative a prodotti finanziari dovrebbe salire al 2 per mille dall‘attuale 1,5.

3,9 MLD ALLE “SPESE INDIFFERIBILI” NEL 2014

L‘elenco comprende: missioni militari all‘estero (850 mln); cassa integrazione in deroga (600 mln); la ricostruzione dell‘Aquila (300 mln); la manutenzione della rete autostradale (300 mln); il semestre di presidenza italiana dell‘Unione europea (600 mln); il cinque per mille (380 mln); gli interventi per gli autotrasportatori (330 mln); università e policlinici universitari (230 mln); il fondo per i non autosufficienti (250 mln); la social card e altre misure di contrasto alla povertà (250 mln).

Altri 2,5 miliardi vanno a finanziare nuovi progetti di spesa. Tra questi Palazzo Chigi cita la manutenzione della rete ferroviaria (700 mln), la messa in sicurezza di ponti e viadotti e la Salerno-Reggio Calabria (240 mln), il Mose (200 mln) e il fondo per lo sviluppo e la coesione (100 mln).

LE DETRAZIONI SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE

L‘ultima bozza disponibile della manovra proroga fino al 31 dicembre 2014 la detrazione al 65% sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e la detrazione al 50% per le ristrutturazioni semplici.

LE DISMISSIONI: 1,5 MLD IN TRE ANNI DA VENDITA IMMOBILI

Entro fine gennaio, il governo definirà ”un programma straordinario di cessioni di immobili pubblici, compresi quelli detenuti dal ministero della Difesa e non utilizzati per finalità istituzionali, tale da consentire introiti per il periodo 2014-2016 non inferiori a euro 500 milioni annui.

LA STRETTA SUL PUBBLICO IMPIEGO

La manovra estende al 2014 il blocco della contrattazione nel pubblico impiego e introduce limiti al pagamento degli straordinari. Rafforzato il blocco del turn over: la percentuale di assunzioni è pari al 40% dei ritiri nel 2015, al 60% nel 2016, all‘80% nel 2017 e al 100% nel 2018. Le indennità di buonuscita dei dipendenti pubblici saranno erogate non in un‘unica soluzione ma in più tranche se superano l‘importo di 50.000 euro.

LE PENSIONI D‘ORO

Tutte le bozze prevedono, da gennaio e per un periodo di tre anni, un nuovo contributo di solidarietà sulle pensioni superiori a 100.000 euro lordi annui. Il prelievo è al 5% fino a 150.000, al 10% oltre i 150.000 euro e al 15% per la parte eccedente 200.000 euro. Niente adeguamento all‘inflazione nel 2014 per le pensioni superiori a sei il volte il minimo Inps (la percentuale di indicizzazione varia per gli assegni inferiori).

IL RIORDINO DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI

Il governo dovrà riordinare le agevolazioni fiscali entro il 31 gennaio per reperire circa 500 milioni. In caso contrario, la detrazione Irpef al 19% oggi riconosciuta su spese mediche, mutui e rette universitarie si ridurrà al 18% per l‘anno di imposta 2013 e al 17% nel 2014.

LA MANOVRA CORRETTIVA DEL TRIENNIO 2015-2017

La legge di Stabilità include la manovra correttiva per raggiungere gli obiettivi programmatici di indebitamento netto del triennio 2015-2017.

Palazzo Chigi dice infatti che nel disegno di legge c‘è “un intervento strutturale ”dell‘ordine di 3 miliardi l‘anno nel triennio 2015-17 al fine di raggiungere il saldo programmatico per il 2015, 2016 e 2017.

(Giuseppe Fonte, Roberto Landucci e Stefano Bernabei)

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