Banche periferia sotto stress su liquidità con nuova metodologia S&P

mercoledì 16 ottobre 2013 13:18
 

LONDRA, 16 ottobre (Reuters) - L'accesso alla liquidità della Bce potrebbe essere a rischio, o comunque più complicato, per le banche dei paesi periferici della zona euro qualora S&P decidesse di mettere in pratica la propria proposta di riduzione dei rating dei covered bond e dei prodotti di finanza strutturata.

Lunedì scorso S&P ha annunciato la volontà di cambiare la metodologia utilizzata per attribuire il rating a tali asset, in relazione ai rating sovrani. Un'iniziativa che potrebbe impedire a molti prodotti strutturati - specie in paesi come il Portogallo - di essere utilizzati come collaterale nelle operazioni di finanziamento in banca centrale e in genere provocherebbe un innalzamento dei costi di finanziamento per tutte le banche periferiche.

Per quel che riguarda in particolare l'Italia, la nuova impostazione di S&P comporterebbe il downgrade del 95% dei covered bond e del 60-70% delle cartolarizzazioni.

S&P ha spiegato di voler cambiare la propria metodologia come conseguenza di un'evoluzione della valutazione degli effetti del rischio paese sulle diverse tipologie di titoli. L'agenzia segnala infatti un impatto più pesante associato agli eventi di stress sovrano e agli scenari di default rispetto a quello colto dalle analisi attuate finora.

S&P intende quindi limitare a soli quattro notch il premio che un'operazione di finanza strutturata può ottenere rispetto al rating sovrano di riferimento, contro i sei notch attualmente previsti per Italia, Spagna e Irlanda (il differenziale massimo è ulteriormente ridotto, a due notch, per le operazione che secondo la nuova metodologia di S&P verrebbero definite "ad alta sensibilità", come quelle che utilizzano asset pubblici o societari come sottostante; gran parte delle cartolarizzazioni sarebbero invece a "sensibilità moderata").

Con un rating sovrano sull'Italia di BBB, le operazioni di finanza strutturata possono al momento raggiungere un rating AA; a seguito della revisione della metodologia da parte di S&P il rating massimo scenderebbe quindi ad A+, assoggettando tali titoli ad un 'haircut' maggiore una volta portati in Bce come collaterale.

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