Legge Stabilità, in decreto collegato 330 mln per cig in deroga

martedì 15 ottobre 2013 12:07
 

ROMA, 15 ottobre (Reuters) - Il governo stanzia altri 330 milioni per finanziare la cassa integrazione in deroga del 2013.

La bozza del decreto collegato alla legge di Stabilità, che il Consiglio dei ministri esamina oggi dalle 17,00, prevede inoltre 35 milioni per la social card, indennizzi alle imprese vittime di sabotaggi nei cantieri della Tav "nel limite massimo annuo" di 5 milioni e 25 milioni al comune di Milano per Expo 2015.

La bozza si compone di 7 articoli e assume la forma di un decreto 'omnibus'. L'obiettivo del governo è chiudere quasi tutte le partite ancora aperte del 2013.

L'articolo 3 autorizza la partecipazione dell'Italia all'aumento di capitale della Banca di sviluppo dei Caraibi, una banca fondata nel 1970 con lo scopo di contribuire alla crescita economica e allo sviluppo dei paesi caraibici. Il contributo dell'Italia ammonta a 56,412 milioni di dollari statunitensi.

L'articolo 4 attribuisce al comune di Roma la possibilità di incrementare l'addizionale comunale Irpef - attualmente fissata allo 0,9% - di ulteriori 0,3 punti percentuali. La relazione illustrativa motiva la scelta del governo con la necessità di garantire alla Capitale "le risorse necessarie alla copertura dei costi relativi ai servizi offerti alla collettività".

Altri 30 milioni da qui al 2015 serviranno a gestire l'emergenza rifiuti in base al "Patto per Roma" stipulato con il ministero dell'Ambiente.

L'ultimo articolo dà al ministero dell'Economia la facoltà di modificare, "fino ad un massimo dello 0,7%", le accise e le aliquote Iva dei tabacchi.

Il nuovo regime, spiega il Tesoro, serve a evitare che futuri aumenti dell'Iva producano un incremento dei prezzi "più che proporzionale".

"Per attenuare ovvero escludere questo risultato finale, la proposta normativa che si formula punta su un meccanismo dinamico di intervento in via amministrativa, entro una fascia percentuale limite predefinita, e comunque da azionare se ed in quanto effettivamente opportuno, volta ad immaginare variazioni delle aliquote di prelievo - a titolo di accisa ovvero di imposta di consumo - tali da incidere in modo positivo sulle dinamiche dei prezzi, comunque nell'ottica di frenarne la possibile crescita e, specularmente, di evitare contrazioni ulteriori sul lato della domanda", dice la relazione illustrativa.   Continua...