15 ottobre 2013 / 12:31 / 4 anni fa

PUNTO 1-Il governo Letta alla prova della legge di Stabilità

* Consiglio dei ministri si riunisce alle 17,00

* Test di coesione tra Pd e Pdl dopo fiducia inizio mese

* Letta deve contenere deficit e debito, rilanciare Pil

* Manovra da oltre 10 mld su cuneo fiscale, riforma Imu

* Agevolazioni per imprese, banche e assicurazioni (Accorpa pezzi, aggiunge contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 15 ottobre (Reuters) - È stato convocato alle 17.00 di oggi il Consiglio dei ministri sulla legge di Stabilità del 2014, banco di prova della rinnovata coesione dell‘esecutivo di larghe intese.

Al premier Enrico Letta tocca il compito di rispettare i vincoli europei su deficit e debito cercando, allo stesso tempo, di immettere nuova linfa in un‘economia che ha perso il 25% della produzione dal 2008 e il cui tasso di disoccupazione è schizzato nello stesso periodo dall‘8 al 12%.

“Il governo con la Legge di Stabilità farà cose importanti”, ha detto poco fa Letta al termine del vertice Italia-Serbia ad Ancona.

Il governo esaminerà anche un decreto legge per chiudere tutte le partite ancora aperte del 2013, a partire dagli ulteriori 330 milioni per la cassa integrazione in deroga.

Dopo essere intervenuta per riportare il deficit di quest‘anno sotto la soglia del 3% del Pil, Roma, che è appena uscita dalla procedura europea di disavanzo eccessivo, punta adesso a varare una manovra espansiva senza compromettere l‘obiettivo di deficit al 2,5% del Pil per il prossimo anno.

La legge di Stabilità vale oltre 10 miliardi di euro e cerca di ridare spinta all‘economia anche attraverso una riduzione degli oneri sul lavoro come sollecitano tutte le principali istituzioni internazionali. Le ultime indiscrezioni indicano l‘intervento attorno ai 4-5 miliardi.

Dopo un calo atteso del Pil 2013 dell‘1,7%, il ministro dell‘Economia Fabrizio Saccomanni prevede di mettere a segno un +1% nel 2014 e di far uscire così il Paese dalla recessione più lunga dal dopoguerra.

Una delle operazioni più complesse che entrano nella manovra è la riforma dell‘imposizione fiscale sugli immobili, al centro di un braccio di ferro tra le due anime della coalizione: il Pdl da sempre contrario a tassare le prime case, e il Pd che è invece più attento alla progressività dell‘intervento.

SACCOMANNI: L‘ACCORDO C‘È GIÀ

La partita sull‘Imu definirà la solidità dell‘esecutivo dopo il voto di fiducia a inizio mese che ha visto un repentino cambio di rotta di Silvio Berlusconi per evitare la spaccatura del Pdl.

“Le trattative le avevamo fatte prima che io partissi domenica sera. Ieri siamo andati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e adesso siamo nella fase di stesura dei testi”, ha detto stamane Saccomanni a Lussemburgo.

“La legge di Stabilità inizierà il suo percorso europeo e nazionale in un confronto aperto ad ogni valutazione anche critica, che ci aspettiamo sia comunque responsabile, cioè sostenibilmente propositiva, consapevole di condizioni oggettive complesse e di vincoli ineludibili”, ha detto Napolitano in una cerimonia al Quirinale.

Secondo le prime bozze, la nuova imposta sugli immobili si chiamerà Trise e assorbirà sia l‘Imu sia la Tares. La tassazione sulle prime case e il costo della raccolta rifiuti varrà meno dei 5 miliardi di oggi, forse 3 miliardi.

Il sistema sanitario nazionale dovrebbe contribuire alla copertura della manovra con tagli pari a 1 miliardo nel 2014, 1,54 miliardi nel 2015 e 1,61 nel 2016. I tagli ai servizi sanitari sono destinati a suscitare polemiche sebbene tutti i partiti si dicano favorevoli a riduzioni fiscali accompagnate da tagli alla spesa pubblica e rispetto dei vincoli di bilancio.

“Dobbiamo dare un segnale di inversione di tendenza e di fiducia rispetto alle attese dei cittadini, chiudendo finalmente la stagione dei tagli continui alla sanità”, ha detto ieri il segretario del Pd Guglielmo Epifani.

PIANO DISMISSIONI DA MEZZO PUNTO PIL

Per ridurre il debito, arrivato in agosto a 2.060 miliardi in termini assoluti e vicino al 133% in rapporto al Pil, Saccomanni ha detto di voler inserire nella manovra un piano di dismissioni da mezzo punto percentuale di Pil (7,5 miliardi circa) ma i dettagli non sono ancora noti.

Sul fronte degli stimoli alla crescita, nelle bozze circolate ieri -- e smentite dal Tesoro -- era compreso un allentamento da 1 miliardo del patto di stabilità interno per Comuni e Provincie. Per enti locali e Regioni è anche previsto il divieto di stipulare nuovi contratti derivati.

Sul fronte imprese, la legge di Stabilità dovrebbe rafforzare l‘Aiuto alla crescita economica (Ace), la deducibilità del rendimento prodotto dagli incrementi di capitale, che dovrebbe salire gradualmente dal 3 al 6%

Le banche e le assicurazioni potranno dedurre fiscalmente dal reddito svalutazioni e perdite su crediti in quote costanti entro cinque anni dal momento in cui vengono imputate in bilancio e non più in 18 anni come è stato finora.

La manovra fisserà in 600 milioni lo stanziamento per la cassa integrazione in deroga del 2014.

La tassa sulle rendite finanziarie dovrebbe salire al 22 dal 20%. L‘imposta di bollo sulle comunicazioni relative a prodotti finanziari salirà dal 2014 all‘1,65 per mille dall‘attuale 1,5.

A partire dal primo gennaio 2014, e per un periodo di tre anni, alle pensioni superiori a 100.000 euro lordi annui sarà richiesto un contributo di solidarietà.

- hanno contribuito Antonella Cinelli e Stefano Bernabei

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