October 15, 2013 / 10:09 AM / 4 years ago

PUNTO 1-Italia, Ref rivede stima Pil 2013 a -1,8%, +0,7% in 2014

4 IN. DI LETTURA

(Aggiunge dettagli)

MILANO, 15 ottobre (Reuters) - Quest'anno l'economia italiana subirà una contrazione di 1,8 punti percentuali, dopo il -2,5% del 2012, mentre l'anno prossimo il Pil segnerà un aumento dello 0,7%.

E' quanto prevede l'istituto di ricerca Ref, che ha leggermente migliorato la stima per l'anno in corso, indicata a -1,9% a luglio, e limato le proiezioni per il 2014, pari a +0,8% tre mesi fa.

Ref ha contestualmente confermato la proiezione di rapporto deficit/Pil italiano al 3,2% nel 2013 e rivisto quello del 2014 al 2,7% dal 2,3%.

Il governo italiano stima un calo del Pil pari a 1,7 punti percentuali quest'anno, mentre per il prossimo anno prevede una crescita dell'1%.

L'esecutivo prevede una stabilizzazione del Pil, alle prese con un ciclo negativo lungo da due anni, nel terzo trimestre di quest'anno e una prima lettura positiva nel quarto trimestre.

"Le statistiche di recente diffusione mostrano l'avvio di una graduale ripresa anche nei paesi della periferia europea, fra cui l'Italia", si legge nel comunicato Ref.

Una ripresa che tuttavia non si è ancora riflessa nei dati, ma che poggia su una serie di indicazioni concrete, sottolinea l'istituto.

Tra queste "un contesto internazionale in rafforzamento, e che dovrebbe favorire il recupero dell'export, alcuni miglioramenti del quadro finanziario, testimoniati dalla riduzione dello spread nel corso dell'ultimo anno, la graduale attenuazione della stretta fiscale, con il passaggio ad una fase di quasi neutralità della politica di bilancio".

Su tale scenario di "normalizzazione del quadro economico", gravano una serie di elementi di incertezza.

In particolare, sottolinea Ref, nonostante l'ampio sforzo di correzione dei conti pubblici realizzato dall'Italia, "i target definiti in sede europea appaiono meno alla portata di quanto non appaia dalle ipotesi dei documenti programmatici".

Nelle ultime stime del governo il rapporto deficit/Pil per l'anno in corso è indicato al 3,1%, dunque sopra la soglia europea del 3%. Il governo per riportare il disavanzo nei parametri concordati con l'Ue ha messo a punto una manovra di bilancio da 1,6 miliardi di euro.

Un approccio non condiviso dal centro studi: "Più che di altre manovre, avremmo bisogno di definire target più ragionevoli e provare ad assecondare i primi segnali di ripresa evidenziati dagli indicatori congiunturali", si legge nella nota.

Tra i rischi potenzialmente negativi per lo scenario di moderata ripresa, l'incertezza dell'impulso della domanda internazionale, nell'ipotesi di una crescita mondiale peggiore delle attese, o il cambiamento degli equilibri sui mercati valutari.

Lo stesso rasserenamento delle condizioni finanziarie intenazionali, avverte Ref, non è scontato e sempre più legato all'azione delle banche centrali, sottolinea l'istituto, che ricorda la reazione dei mercati ai primi annunci di normalizzazione della politica monetaria della Fed, sintomo di una relativa precarietà degli equilibri.

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