Amnistia o indulto non riguarderanno Berlusconi - Cancellieri

venerdì 11 ottobre 2013 10:20
 

ROMA, 11 ottobre (Reuters) - Un eventuale provvedimento di amnistia o indulto, come suggerito dal presidente della Repubblica per risolvere il sovraffollamento delle carceri italiane, non avrebbe come risultato quello di "cancellare" la recente condanna dell'ex premier Silvio Berlusconi per frode fiscale, ha detto oggi il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri.

"Penso proprio di no, ne è sicuramente escluso", ha detto il Guardasigilli rispondendo a una domanda sui possibili effetti per il leader del Pdl nel corso della trasmissione "Mix 24" su Radio 24.

Lo scorso 8 ottobre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invitato il Parlamento a valutare il ricorso all'amnistia e all'indulto per ridurre il sovraffollamento carcerario, che è costato all'Italia una condanna della Corte europea per i diritti dell'uomo.

Napolitano ha sottolineato che, combinando i provvedimenti di amnistia (l'ultima risale al 1990) e indulto che estinguono rispettivamente pena e reato, si avrebbe "l'immediato effetto di ridurre considerevolmente la popolazione carceraria".

Secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento di amministrazione penitenziaria (Dap), i detenuti presenti nelle carceri italiane sono quasi 65.000, contro circa 45.000 posti regolamentari.

Per Cancellieri, con l'applicazione della sola amnistia uscirebbero dal carcere 20.000 persone.

La settimana prossima la commissione Giustizia del Senato comincerà a esaminare le varie proposte di legge sulla questione.

Il messaggio di Napolitano ha però rinfocolato la polemica politica. Non solo perché dopo l'indulto del 2006 non sono state assunte misure strutturali per decongestionare le carceri, ma anche per il sospetto, da parte di alcune forze politiche, che il ricorso all'amnistia o all'indulto possa nascondere un aiuto a Berlusconi.

L'ex premier è stato condannato in via definitiva ad agosto nell'ambito del processo per i fondi neri Mediaset. La scorsa settimana la giunta per le elezioni del Senato ha raccomandato la sua decadenza da parlamentare, come previsto dalla legge Severino, che prevede la non candidabilità, o l'espulsione dal Parlamento se eletti, dei condannati per una serie di reati. Il voto di Palazzo Madama è atteso entro il mese di ottobre.   Continua...