Manovra, Fondo garanzia Pmi passa da Mcc a Tesoro - bozza

mercoledì 9 ottobre 2013 14:57
 

ROMA, 9 ottobre (Reuters) - Il ministero dell'Economia assume da Medio credito centrale, controllato da Poste, la gestione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

È quanto prevede la bozza del decreto che il Consiglio dei ministri esaminerà questa sera.

La relazione illustrativa al decreto indica sei ragioni per motivare la decisione.

Innanzitutto, la garanzia dello Stato di ultima istanza sui depositi consente alle banche "un minor assorbimento di capitale ai fini del patrimonio di vigilanza (grazie alla ponderazione zero) e, di conseguenza, un maggior accesso al credito per le imprese".

Poi c'è il potenziale impatto sul bilancio di quella che la bozza definisce "l'esponenziale crescita delle domande pervenute, aumentate dalle 15.000 del 2008 alle oltre 80.000 previste nel 2013.

Al terzo punto ci sono le esigenze di rifinanziamento. Nel solo 2012, il Tesoro ha incrementato la dotazione del Fondo di circa 700 milioni ed "è già pervenuta una specifica richiesta, per la Legge di stabilità, di 2,87 miliardi di euro per il prossimo triennio.

Al quarto punto il Tesoro indica "la ricerca di una efficiente politica degli accantonamenti, maggiormente correlata alla dinamica dei rischi sia delle singole operazioni che del portafoglio di finanziamenti garantiti dal Fondo".

Al quinto punto la bozza cita "le prospettive di costruzione di un 'Sistema nazionale della garanzia', che tenga conto delle riforme in atto sui confidi e dell'operatività degli strumenti regionali pubblici di garanzia.

Da ultimo, il Tesoro cita "il progressivo ampliamento dell'ambito di intervento del Fondo".

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