2 ottobre 2013 / 14:46 / tra 4 anni

SINTESI - Bce vede ripresa modesta, ha discusso ipotesi taglio tassi

* Ripresa zona euro moderata, fragile e disomogenea

* Mercato monetario ancora in affanno, consiglio Bce ha discusso taglio

* Strumenti a disposizione sono molti, Ltro uno di questi

MILANO, 2 ottobre (Reuters) - Una ripresa economica che ancora manca all‘appello e avverrà solo a ritmo modesto e disomogeneo insieme a un‘inflazione sui minimi da oltre tre anni hanno indotto la Bce a prendere in considerazione l‘ipotesi di un taglio dei tassi.

Riunito oggi a Parigi, come previsto dal calendario semestrale degli appuntamenti fuori porta, in perfetta armonia con le attese di mercato e analisti il consiglio mensile di politica monetaria ha comunque optato per una più che scontata conferma del costo del denaro.

In sede di consiglio, spiega Mario Draghi alla stampa, si è svolta una discussione. “Come il mese scorso, alcuni governatori hanno osservato che il miglioramento delle condizioni economiche non giustifica un dibattito del genere [sul taglio dei tassi], mentre a parere di altri si tratta di una discussione necessaria. In conclusione abbiamo stabilito di confermare i tassi al livello attuale”.

Mentre a Washington prosegue per il secondo giorno la parziale chiusura delle amministrazioni federali, il presidente Bce conserva ma sceglie di non accentuare i toni da ‘colomba’ delle ultime settimane tornando a sottolineare che Francoforte ha a disposizione un arsenale variegato e una nuova operazione ‘Ltro’ è soltanto una delle opzioni.

A giudicare dalla reazione dei mercati, una parte degli investitori aveva invece scommesso su un‘apertura più netta alla prospettiva di un nuovo finanziamento ultra-economico a tre anni.

Influenzato pesantemente dalla situazione di stallo sul bilancio Usa il cambio dell‘euro - per cui, ricorda Draghi, la Bce non ha alcun target - si spinge così fino in area 1,36 dollari.

Virano intanto brevemente al ribasso prima di ritrovare la parità i derivati sul decennale tedesco insieme a quelli sulla curva Euribor.

Quanto al quadro macro, la diagnosi Bce resta quella ormai da manuale: rischi al ribasso per la crescita e sostanzialmente equilibrati sull‘inflazione, scivolata peraltro a settembre al minimo da febbraio 2010.

Perfettamente coerente dunque una conferma della ‘forward guidance’ sui tassi, soprattutto tenendo in considerazione anche le condizioni ancora delicate in cui versano il mercato monetario e l‘interbancario.

“Per quanto riguarda la liquidità, nessuno auspica incidenti da qui alla ripresa. Al sistema bancario verranno messi a disposizione tutti i fondi necessari che non sostituiscono però il capitale” avverte Draghi.

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