October 2, 2013 / 1:21 PM / 4 years ago

Letta al test della manovra di fine anno dopo la fiducia

5 IN. DI LETTURA

* Manovra vale almeno 2,5 miliardi

* Debolezza Berlusconi dà a Letta nuovi margini sull'Imu

* Legge di stabilità, la priorità è il cuneo fiscale

di Giuseppe Fonte

ROMA, 2 ottobre (Reuters) - Scampata la crisi di governo, il primo banco di prova per Enrico Letta sarà la manovra di fine 2013.

Il presidente del Consiglio si è impegnato a rispettare il Trattato di Maastricht riducendo il deficit di quest'anno al 3% del Pil dal 3,1% tendenziale.

La correzione di 1,6 miliardi era già prevista nel decreto esaminato il 27 settembre scorso, che però non è stato approvato. Come copertura, la bozza prevedeva di accantonare "le disponibilità di competenza e di cassa relative alle spese rimodulabili del bilancio", sostanzialmente tagli lineari.

In un documento datato 25 settembre sulla "situazione dei conti pubblici per il 2013", il ministero dell'Economia ha scritto che la vendita una tantum di immobili pubblici è "inclusa tra le misure volte a ricondurre il disavanzo nominale al 3% del Pil".

L'elenco degli adempimenti cui il governo deve far fronte va oltre gli impegni assunti con Bruxelles e contiene il rifinanziamento di alcune voci di spesa: cassa integrazione in deroga (330 milioni), missioni militari all'estero (260 milioni), emergenza immigrazione (200 milioni) e social card (35 milioni). Già così la manovra sul bilancio lievita a circa 2,5 miliardi.

L'EUROPA CHIEDE ALL'ITALIA DI FARE MARCIA INDIETRO SULL'IMU

C'è poi l'Imu, l'imposta sugli immobili da mesi al centro del confronto tra i partiti. Il Parlamento deve convertire in legge il decreto che ha eliminato la prima rata dell'imposta su abitazioni principali, terreni agricoli e fabbricati rurali.

A fine agosto Letta aveva promesso al Pdl di approvare entro il 15 ottobre un decreto legge per eliminare anche la seconda rata di dicembre. Il costo è di 2,4 miliardi e, se il governo dovesse ribadire l'impegno, Fabrizio Saccomanni dovrebbe trovare risorse complessive per quasi 5 miliardi.

Tuttavia, il quadro politico è cambiato. La spaccatura che si è di fatto consumata dentro il Pdl indebolisce Silvio Berlusconi. Ora Saccomanni e Letta hanno nuovi margini per impostare un'operazione di politica fiscale più in linea con le raccomandazioni europee. E Bruxelles chiede all'Italia di spostare il carico fiscale dai fattori di produzione, come lavoro e capitale, verso patrimonio, consumi ed emissioni inquinanti.

L'aumento dell'Iva dal 21 al 22%, scattato ieri, non solo sembra irreversibile ma è coerente con quanto chiede l'Europa.

La Legge Di stabilità E La Riforma Della Banca D'italia

Entro il 15 ottobre il governo ed entro fine anno il Parlamento devono approvare la Legge di stabilità, un appuntamento fondamentale per evitare nuove tensioni sui mercati.

Gli elementi portanti della manovra per il 2014 sono numerosi. La Service tax sostituirà l'Imu assorbendo anche la Tares, la tassa sui rifiuti e sui servizi urbani. Il governo cercherà di trovare 2 miliardi per cancellare l'aumento dei ticket sanitari previsti dalla prima manovra correttiva di metà 2011.

Di sicuro saranno ridefinite le aliquote Iva ridotte del 4 e del 10%, così come gli elenchi dei beni da assoggettare alle stesse. Allo studio anche il rafforzamento dell'Ace (l'Aiuto alla crescita economica), cioè la deducibilità fiscale del rendimento assicurato dagli incrementi di capitale proprio, oggi limitata al 3% annuo.

Ricco poi il capitolo dedicato alla finanza. In accordo con la Bce, il governo vuole rivalutare il capitale della Banca d'Italia e renderla una public company.

Accogliendo una richiesta su cui insistono da mesi le banche, Saccomanni potrebbe rendere pienamente deducibili le sofferenze sui nuovi crediti.

Ma la vera partita si gioca sul cuneo fiscale. Letta e Saccomanni vogliono ridurre i contributi sociali non previdenziali. Una delle ipotesi consiste nel tagliare i contributi versati all'Inail per l'assicurazione contro infortuni e malattie.

Alla voce coperture c'è la spending review, i tagli mirati alla spesa pubblica, che saranno supervisionati da Carlo Cottarelli, ex direttore del dipartimento Affari fiscali del Fondo monetario internazionale.

Letta potrebbe anche usare le risorse assegnate all'Italia attraverso il Fondo sociale europeo (Fse), ma in questo caso la riduzione del cuneo non sarebbe strutturale.

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