Governo, Letta chiede fiducia. Alfano vede Berlusconi ma resta strappo

mercoledì 2 ottobre 2013 08:09
 

ROMA, 2 ottobre (Reuters) - Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha deciso, dopo la convulsa giornata di ieri culminata con la rottura da parte di Angelino Alfano dalla linea dura del suo leader Silvio Berlusconi, che il suo intervento di stamani alle Camere a sostegno dell'esecutivo di larghe intese si concluderà con la richiesta di un voto di fiducia. E' quanto emerso ieri a tarda sera, secondo quanto riportano i media.

Si tratterà di un discorso deciso, nel quale Letta chiederà che al governo vengano concessi tempi sufficientemente lunghi per affrontare i temi della crisi economica e sociale e nel quale prenderà probabilmente le distanze dalle vicende personali di Berlusconi, la cui decadenza da senatore è vicina dopo la condanna definitiva per frode fiscale, evento che ha segnato il precipitare della situazione fino alla decisione dell'ex premier di rompere.

Forte dell'intesa con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - che vuole un governo fino a tutto il 2014 - e dell'appoggio di quei parlamentari del Pdl che hanno deciso di non seguire più Berlusconi, Letta parlerà alle 9,30 al Senato - dove i numeri sono risicati - e nel pomeriggio alla Camera.

Secondo quanto annunciato ieri dal senatore Pdl, Carlo Giovanardi, dovrebbero essere 40 i parlamentari di centrodestra a sostenere a Palazzo Madama il prosieguo del governo di larghe intese. A Montecitorio il Pd, grazie al premio di maggioranza, è comunque autosufficiente.

Berlusconi e i parlamentari che gli resteranno fedeli, i cosiddetti falchi, salvo colpi di scena dell'ultima ora, dovrebbero votare contro la fiducia al governo, mentre i cinque ministri Pdl le cui dimissioni sono state respinte da Letta, saranno a fianco del premier.

Il colpo di scena di ieri è stato lo strappo di Alfano, il delfino senza 'quid' - come lo aveva definito lo stesso Berlusconi - che sembra ormai voler separare il proprio destino politico da quello del Cavaliere.

Anche l'incontro nella notte a Palazzo Grazioli, secondo quanto riportato dai media, non ha fatto recedere quello che è ancora il segretario politico del Pdl. Forse stamani un nuovo incontro poco prima della seduta in Senato per tentare l'ultima mediazione.

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