1 ottobre 2013 / 17:23 / 4 anni fa

PUNTO 2-Governo, Alfano sfida Berlusconi e si esprime per fiducia

(Aggiunge dettagli)

ROMA, 1 ottobre (Reuters) - Angelino Alfano, segretario politico del Pdl e vice presidente del Consiglio dimissionario, rompe gli indugi e prende pubblicamente una posizione contraria al suo leader Silvio Berlusconi che potrebbe consentire a Enrico Letta di rimanere a palazzo Chigi.

“Rimango fermamente convinto che tutto il partito debba votare la fiducia a Letta. Non ci sono gruppi e gruppetti”, ha detto il numero due del Pdl in vista del voto di fiducia di domani al Senato.

Berlusconi, condannato definitivamente per frode fiscale, combatte da mesi per non essere espulso dal Senato per effetto di un voto parlamentare e ha detto anche ieri sera di voler andare a nuove elezioni politiche al più presto.

In una lettera inviata oggi al settimanale cattolico Tempi accusa il premier e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di non averlo protetto dall‘azione della magistratura e di non essere credibili: “Come può essere affidabile chi non riesce a garantire l‘agibilità politica neanche al proprio fondamentale partner di governo e lascia che si proceda al suo assassinio politico per via giudiziaria?”

La portavoce di Alfano ha preferito non commentare il significato delle parole del ministro. Un esponente di spicco del partito è convinto, però, che esse indichino la volontà di procedere a sostegno del governo Letta anche senza l‘appoggio di Berlusconi.

“Alfano sembra deciso a votare la fiducia anche senza il via libera di Berlusconi”, ha detto la fonte del Pdl chiedendo di non essere citata.

“Il riferimento al fatto che non ci sono gruppi e gruppetti significa che Alfano punta a svuotare il partito”, rendendo minoranza quindi non chi vota la fiducia ma chi non la vota, aggiunge.

La notizia che almeno 20 senatori sarebbero pronti a lasciare il Pdl nel caso in cui Berlusconi continui sulla linea dura ha portato ieri un generale sollievo sui mercati azionari e monetari.

Venerdì la giunta per le Elezioni e le immunità del Senato dovrebbe pronunciarsi a favore della espulsione di Berlusconi da palazzo Madama per effetto della legge Severino, una norma approvata un anno fa che prevede la decadenza dei condannati.

La decisione finale spetta all‘aula e non arriverà prima di metà ottobre.

Berlusconi è destinato comunque a essere interdetto dai pubblici uffici tra qualche mese per effetto di una sentenza attesa della Corte di Appello di Milano. Ma il Cavaliere teme che un anticipo dei tempi lo possa esporre a ordini di arresto di procure che stanno indagando su di lui e si è appellato alla Corte di giustizia europea per i diritti umani.

Finora ogni tentativo di Berlusconi e del Pdl di ottenere rassicurazioni dal governo e dal Quirinale non ha dato frutti e anche pochi minuti fa Letta ha fatto sapere che domani prenderà le distanze dalle vicende personali di Berlusconi.

Per la serata è previsto un incontro tra il Cavaliere e Alfano per colmare la frattura che sembra essersi creata tra il fondatore del Pdl e il suo delfino.

(Giselda Vagnoni)

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