Italia, crisi politica fa bene ai conti pubblici

martedì 1 ottobre 2013 17:38
 

di Gavin Jones

ROMA, 1 ottobre (Reuters) - I mercati finanziari guardano con timore alla crisi politica in Italia ma l'assenza di un governo nel pieno dei poteri ha notevolmente accresciuto le possibilità che Roma riesca a contenere il deficit come promesso per quest'anno.

La decisione di Silvio Berlusconi di ritirare i ministri del Pdl dal governo guidato da Enrico Letta ha bloccato riduzioni di tasse che rischiavano di far salire il rapporto deficit/Pil per il 2013 oltre la soglia del 3% fissata dall'Ue.

Il Tesoro per settimane aveva cercato di trovare le coperture per il rinvio dell'aumento di un punto percentuale dell'Iva voluto da Berlusconi. Ma il risultato della crisi di governo è che oggi c'è stato l'aumento dal 21 al 22%, che dovrebbe portare alle casse dello Stato circa 1 miliardo di euro quest'anno.

Situazione analoga per l'Imu: sempre su richiesta di Berlusconi, il governo aveva cancellato la prima rata della tassa sulla prima casa dovuta a giugno, che vale 2,4 miliardi di euro, ma il relativo decreto non è ancora stato convertito in legge per cui la tassa potrebbe rientrare dalla finestra.

Letta ha promesso di trovare altri 2,4 miliardi di euro entro il 15 ottobre per cancellare anche la seconda rata dell'Imu, dovuta a dicembre, prima di rivedere la tassazione sulla casa facendola confluire in una "service tax" nel 2014.

Mentre coperture alternative sono già state individuate per la prima tranche dell'Imu sulla prima casa, al momento è molto probabile che la seconda si debba pagare.

"Quanto è accaduto va bene per l'obiettivo (di deficit) del 3%", dice Francesco Giavazzi, ex direttore generale del Tesoro e ora professore di economia alla Bocconi. "L'aumento dell'Iva entrerà in vigore e verrà pagata la seconda rata dell'Imu, e con queste due tasse il deficit sarà sotto il 3%".

Il bilancio di previsione già ora contiene il gettito proveniente da aumento dell'Iva e seconda rata Imu.   Continua...