Italia, Ocse conferma stima Pil 2013 a -1,8%, unico G7 in recessione

martedì 3 settembre 2013 11:01
 

MILANO, 3 settembre (Reuters) - L'Italia sarà l'unico Paese del G7 a chiudere il 2013 con una caduta del prodotto interno lordo, nell'ordine di 1,8 punti percentuali, dopo la flessione del 2,4% registrata nel 2012.

E' quanto emerge dal rapporto 'Interim Economic Assessment' a cura dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, diffuso oggi e che per quanto riguarda l'Italia conferma le stime diffuse a fine maggio.

Rispetto a maggio, sono state, invece, riviste al rialzo le stime di crescita sull'intero 2013 per Francia (+0,3% da -0,3%), Germania (+0,7% da +0,4%) e Gran Bretagna (+1,5% da +0,8%). Ridotta, invece, a +1,7% da +1,9% di fine maggio la previsione per gli Stati Uniti.

Confermata la stima di crescita per il Giappone (+1,6%) mentre è stata limata quella della Cina (+7,4% da +7,8%)

Tornando all'Italia, secondo l'Ocse, nella seconda parte dell'anno la recessione tenderà a essere meno profonda ma non si materializzeranno segnali di ripresa.

Nel periodo luglio-settembre, infatti, il Pil subirà una contrazione trimestrale annualizzata di 0,4%, cui seguirà una flessione dello 0,3% nel quarto.

Guardando alle principali economie avanzate, l'Ocse rileva che la crescita nel secondo trimestre dell'anno è stata più solida delle previsioni e sulla base delle ultime indagini congiunturali è destinata a "proseguire sui livelli migliori visti nel secondo trimestre".

Ma l'organismo guidato da Angel Gurria avverte: "una ripresa sostenibile non si è ancora fermamente consolidata e restano rischi importanti" ed è pertanto "necessario continuare a supportare la domanda, anche attraverso politiche monetarie non convenzionali, per minimizzare i rischi che la ripresa possa uscire dai binari".

La zona euro, in particolare, resta vulnerabile a rinnovate tensioni finaziarie, bancarie e del debito sovrano. "Molte banche della zona euro sono insufficientemente capitalizzate e appesantite dalle sofferenze", sottolinea l'Ocse.

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