2 settembre 2013 / 11:50 / 4 anni fa

Debiti Pa, nuova tranche 7,2 mld, totale resta 40 - decreto Imu

* I tagli alla spesa garantiscono quasi 1,5 mld di coperture

* Salta la deducibilità Imu da redditi d'impresa

* Ai 6.500 esodati aggiunti col decreto 583 mln in 6 anni

ROMA, 2 settembre (Reuters) - Lo Stato italiano liquiderà alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione 27,2 miliardi nel 2013 e quasi 13 miliardi nel 2014.

Il decreto legge sull'Imu, approvato mercoledì 28 agosto dal governo e pubblicato sabato 31 in Gazzetta ufficiale, mantiene l'obiettivo di rimborsare debiti commerciali per un totale di circa 40 miliardi nel biennio 2013-2014.

Presentando il decreto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, aveva detto che il governo ha deciso di "immettere nel sistema altri 10 miliardi di crediti" dopo i primi 40 previsti dal decreto 35, varato dal precedente governo di Mario Monti in aprile e convertito in legge a giugno.

I rimborsi sono invece 7,218 miliardi e derivano da un'anticipazione della dote in programma nel 2014.

Una fonte governativa spiega che l'obiettivo di portare il totale a 50 miliardi resta sul tavolo. L'operazione è rinviata però a un successivo provvedimento, probabilmente la Legge di stabilità di ottobre.

Per liquidare gli arretrati il ministero dell'Economia emetterà nuovi titoli di Stato fino a 8 miliardi nel 2013, recita l'articolo 15 del decreto.

POSSIBILE AUMENTO ACCONTI IRES-IRAP E ACCISE

Il governo stima che la liquidazione dei 7,2 miliardi in più produca un maggior gettito Iva pari a 925 milioni. Le risorse concorrono ad assicurare la copertura del decreto.

La sanatoria con aliquota al 25% per i gestori di slot condannati in primo grado dalla Corte dei Conti a pagare complessivamente 2,5 miliardi dovrebbe portare 600 milioni.

Considerata l'aleatorietà di queste due voci di copertura, il ministero dell'Economia ha inserito una clausola di salvaguardia necessaria a garantire che l'indebitamento netto resti sotto il 3% del Pil, come promesso all'Unione europea.

Secondo la clausola, in caso di scostamenti il Tesoro potrà aumentare "entro il mese di novembre" gli acconti Ires e Irap e le accise.

Il decreto prevede una manovra di 2,934 miliardi sul bilancio del 2013. Il resto della copertura deriva in gran parte da tagli alla spesa pubblica (quasi 1,5 miliardi). I ministeri concorrono con 675,8 milioni di euro.

Altri 300 milioni arrivano dalle "disponibilità dei conti bancari di gestione riferiti alle diverse componenti tariffarie intestati alla cassa conguaglio settore elettrico".

Inoltre, il tetto massimo di detraibilità delle polizze vita e infortuni stipulate o rinnovate entro il 2.000 scende a 630 euro dagli attuali 1291,14 euro per il 2013, a 230 euro dal 2014.

BANKITALIA, BRUNETTA PARLA DI RIVALUTAZIONE DEL CAPITALE

Il decreto conferma che le case di villeggiatura non saranno sottoposte all'Irpef, come recitavano le prime bozze. Saltata anche la deducibilità dell'Imu sui capannoni industriali dal reddito d'impresa (l'obiettivo è inserirla nella Legge di stabilità).

Per garantire il pensionamento anticipato ad altri 6.500 esodati, coloro che dopo la riforma previdenziale di fine 2011 rischiano di trovarsi senza fonti di reddito, il decreto stanzia 583 milioni tra 2014 e 2019, meno dei 700 indicati inizialmente dal governo.

In una nota il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, sembra suggerire che il decreto preveda "la rivalutazione del capitale della Banca d'Italia".

La misura non compare però nel testo, sebbene sia stata oggetto di dibattito anche nei giorni scorsi.

La fonte governativa spiega che il dossier è allo studio del Tesoro ma richiede un confronto preventivo con la Banca centrale europea.

Bankitalia fa parte infatti del sistema europeo delle banche centrali e quasiasi riforma del suo assetto azionario deve garantirne l'indipendenza.

(Giuseppe Fonte)

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