Argentina, giudice Usa ordina pagamento 1,33 mld dlr a bondholder

venerdì 23 agosto 2013 17:28
 

NEW YORK/MILANO, 23 agosto (Reuters) - Un giudice federale Usa ha ordinato all'Argentina di pagare 1,33 miliardi di dollari ai possessori di bond del paese sudamericano che rifiutarono di aderire alle due ristrutturazioni del debito seguite al default da 100 miliardi di dollari che risale a oltre dieci anni fa.

La U.S. Circuit Court of Appeals di New York, però, ha rinviato l'applicazione della sentenza, in attesa che la Corte Suprema Usa si esprima su un altro appello.

La sentenza, in ogni caso, rappresenta un successo per quel gruppo di investitori - guidato da NML Capital, una divisione dell'hedge fund Elliott Management di Paul Singer, e da Aurelius Capital Management - che decise di non aderire all'offerta di Buenos Aires.

L'appello riguarda una sentenza del novembre 2012, che aveva imposto all'Argentina il pagamento della somma in un conto corrente vincolato, prima del prossimo versamento degli interessi ai creditori che hanno aderito alla ristrutturazione. Il giudice distrettuale Thomas Griesa aveva ordinato il rimborso di 1,33 miliardi.

Prima, nell'ottobre, 2012 la corte aveva stabilito che l'Argentina ha violato la clausola di trattamento equo dei contratti che regolano le emissioni di bond.

I bondholder 'dissidenti' da sempre ritengono che Buenos Aires avrebbe dovuto rimborsarli pienamente. Ma l'Argentina ha fatto notare a più riprese che, se passasse la linea dei ricorrenti, in futuro diverrà impossible ristrutturare debiti sovrani.

Circa il 93% dei bond emessi da Buenos Aires è stato ristrutturato, con i creditori che hanno ottenuto tra 25 e 29 cent per ogni dollaro.

Non sembra che la sentenza del giudice Usa abbia conseguenze dirette per i bondholder italiani che non hanno aderito alla ristrutturazione. Nell'ultima nota dell'Associazione Task Force Argentina (Tfa), datata 31 maggio scorso, infatti, si fa riferimento alla sentenza di Griesa e all'appello, e si dice che "la decisione del tribunale di New York e i suoi potenziali effetti lasciano inalterati i diritti degli obbligazionisti ricorrenti al tribunale arbitrale Icsid". Il tribunale Icsid è quello che vede coinvolti gli obbligazionisti italiani rappresentati dalla Tfa.

Nella nota si legge che l'udienza finale del tribunale Icsid è prevista nel prossimo novembre.

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