Italia, ripresa a cavallo tra 2013 e 2014, serve governo stabile - Padoan

mercoledì 21 agosto 2013 10:46
 

ROMA, 21 agosto (Reuters) - L'Italia dovrebbe iniziare a riagganciare la ripresa economica che già si intravede negli altri paesi della zona euro tra la fine di quest'anno e l'inizio del 2014; cruciale per dare fiducia ai mercati è la stabilità politica.

Lo ha detto il vice segretario generale e capo economista dell'Ocse, Pier Carlo Padoan, intervenendo a Radio Anch'io.

"L'Ocse ha già detto che ci sono segnali positivi per la zona euro che sta tecnicamente uscendo dalla recessione. L'Italia, come al solito, è piu debole. Per adesso è in crescita negativa ma è più piccola, stiamo meno peggio. Noi ci aspettiamo che la crescita positiva si materializzi alla fine di quest'anno, all'inizio del prossimo", ha detto Padoan commentando le affermazioni del ministro del Tesoro, Fabrizio Saccomanni, secondo il quale anche per l'Italia si avvicina la ripresa.

Le ultime stime del Tesoro, che risalgono al Def di aprile, danno il Pil a -1,3% nel 2013 e +1,3% nel 2014. Ma secondo le dichiarazioni del ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni a inizio luglio, l'Italia potrà avere nel quarto trimestre dell'anno una "ripresa piena".

"Il problema è di consolidare questa crescita, è un discorso che vale sia per l'Italia che per la zona euro. Adesso è trainata dalla domanda esterna, quando cominceremo a vedere la ripresa trainata dagli investimenti delle imprese parleremo di consolidamento della crescita. Un aumento implica due condizioni: la fiducia sul futuro e il finanziamento per gli investimenti, cioè il credito", ha spiegato il chief economist dell'Ocse.

L'economic outlook dell'Ocse diffuso a fine maggio indica per l'Italia una contrazione del Pil pari a 1,8% nel 2013 e un +0,4% per il prossimo anno.

Alla domanda su quanto l'instabilità politica italiana mini la ripresa, Padoan ha risposto: "In questi giorni, in queste ore, i mercati sono di nuovo nervosi e questo si ripercuote su vari fattori, compreso il relativo aumento dello spread, che resta ai livelli degli ultimi mesi".

"L'evidenza dice che ai mercati piace avere idee sul lungo termine. Quando c'è un governo di lungo termine ciò può essere deciso e implementato, quando un governo viene messo in discussione questa aspettativa di lungo termine si indebolisce. E' un dato registrato dall'inizio della crisi sei anni fa. Le decisioni politiche hanno influenza sullo stato di fiducia dei mercati e quindi sulle decisioni economiche", ha concluso.

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