Decreto fare, Camera approva in via definitiva

venerdì 9 agosto 2013 11:19
 

ROMA, 9 agosto (Reuters) - La Camera dei deputati ha approvato il "decreto legge del fare" in via definitiva.

Il provvedimento contiene diverse misure volte a sostenere il flusso del credito alle imprese, semplificare la burocrazia e abbreviare la durata dei procedimenti civili, anche attraverso il ripristino della mediazione obbligatoria per un ampio spettro di controversie.

Il decreto è stato approvato a Montecitorio con 319 sì, 110 no e 2 astenuti.

Il testo prevede anche il taglio del 25% ai compensi degli amministratori delle spa non quotate controllate dalle pubbliche amministrazioni, che non rientrano nel tetto dei 302.000 euro previsti dal decreto Salva-Italia.

Oltre ad ampliare le regole di accesso al Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, il decreto introduce un finanziamento agevolato per le aziende che vogliono rinnovare macchinari e impianti ad uso produttivo. Il meccanismo si basa su un plafond di 2,5 miliardi - incrementabile fino a 5 - istituito presso la gestione separata della Cassa depositi e prestiti, che fornirà la provvista alle banche.

Per finanziare sconti in bolletta la Robin Hood Tax, l'addizionale Ires sugli extra-profitti, viene estesa alle imprese energetiche di dimensioni minori, con un volume di ricavi superiore a 3 milioni di euro e un imponibile di oltre 300.000 euro.

Il decreto mobilita investimenti in infrastrutture per un totale di circa 3 miliardi di euro. Il grosso deriva dal fondo di 2,03 miliardi (per il quadriennio 2013-2017) istituito al ministero delle Infrastrutture e che servirà a garantire la continuità dei cantieri in corso o l'avvio di nuovi lavori.

Scende a 200 da 500 milioni il valore minimo delle infrastrutture per le quali è previsto il regime di defiscalizzazione parziale.

Sempre in campo tributario, il decreto limita i poteri di Equitalia per venire incontro alle esigenze dei contribuenti in difficoltà. La possibilità di rateare il pagamento delle imposte è ampliata fino a 120 rate (da 72) e sale a otto da due il numero minimo di rate non pagate, anche non consecutive, a partire dal quale il debitore decade dal beneficio della rateizzazione.   Continua...