6 agosto 2013 / 12:44 / 4 anni fa

PUNTO 3-Italia, recessione frena, verso svolta in secondo semestre

* In trim2 Pil -0,2% su trimestre, -2,0% su anno, meglio di attese

* Dato supporta previsioni ritorno crescita nella in sem2 dopo due anni

* Per analisti su percorso uscita recessione grava rischio politico (aggiorna con commento Saccomanni)

di Elvira Pollina

MILANO, 6 agosto (Reuters) - Flessione inferiore alle previsioni nel secondo trimestre per l'economia italiana, che appare impostata a lasciarsi alle spalle la fase recessiva nella seconda parte dell'anno.

I dati preliminari diffusi stamane da Istat allungano a otto trimestri consecutivi - record dal Dopoguerra - la dinamica negativa del Pil, in caduta di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e del 2% su base annua nel periodo aprile-giugno.

I numeri sono migliori delle attese raccolte da Reuters in un sondaggio tra gli economisti, che prevedevano un calo dello 0,4% su base trimestrale e del 2,2% su base annua.

E hanno evidenziato una frenata della recessione rispetto ai primi tre mesi dell'anno, che si erano chiusi con una discesa del Pil dello 0,6% congiunturale e del 2,3% tendenziale.

"A questo punto, visti anche i segnali arrivati dalle indagini sulla fiducia e l'attività delle imprese, potremmo rivedere un segno pur debolmente positivo già nel terzo trimestre, per cui al momento prevediamo una lettura piatta", commenta Riccardo Barbieri, capo economista per l'Europa di Mizuho International.

Un andamento coincidente a quello previsto da governo e Bankitalia, che individuano il punto di svolta tra e il terzo e il quarto trimestre di un anno destinato comunque a chiudersi con una flessione del Pil di poco inferiore a 2%, secondo l'ultimo bollettino di Via Nazionale.

Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni ha commentato il dato di oggi sostenendo che, "se riusciremo ad avere un segno positivo nel quarto trimestre, renderemo più semplice la gestione dell'economia e della finanza pubblica".

Per Saccomanni la stima di un Pil per il 2013 al -2% è "troppo pessimistica", perché non tiene in considerazione l'effetto delle misure di rilancio, come il pagamento dei debiti della Pa.

In base ai dati Istat, la contrazione acquisita per il 2012 è di 1,7 punti percentuali.

"Nel terzo o quarto trimestre potremo avere segni del Pil positivi e dire che la recessione e finita", ha ribadito stamane il ministro del Lavoro Enrico Giovannini.

E di "primi segnali di positivi di un'inversione di tendenza in Italia" parla anche UniCredit, primo gruppo bancario italiano per capitalizzazione, che stamane ha pubblicato i risultati trimestrali.

Ma sulla prospettiva di una pur debole ripresa, dopo due anni di buio, gravano rischi di natura principalmente politica legati alla tenuta del governo di larghe intese guidato da Enrico Letta, messa a dura prova dalle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere, azionista di peso dell'esecutivo, ha minacciato venerdì, dopo la condanna definitiva per frode fiscale, il ritiro della fiducia a Letta, salvo poi riconfermarla nel corso di un comizio domenica.

Dichiarazioni, sia quelle di Berlusconi sia quelle di molti altri membri del Pdl, che mettono a dura prova l'alleanza con il Pd ed espongono il governo al rischio di logoramento.

"E' chiaro che sullo scenario di inversione di tendenza gravano dei rischi. Per quanto questo governo possa essere debole, ha già fatto alcune scelte, mentre nuove elezioni potrebbero creare una nuova fase di incertezza per le imprese", avverte Barbieri.

PRODUZIONE INDUSTRIALE IN NUOVA LIEVE CRESCITA A GIUGNO

A manifestare i primi segnali di recupero il settore industriale, il più penalizzato dalla recessione che ha investito l'economia vittima della crisi dei debiti sovrani, nell'estate di due anni fa.

A giugno la produzione, mostrano sempre i dati Istat, ha registrato una crescita congiunturale dello 0,3% dopo il +0,1% segnato a maggio (attese +0,4%), mentre su base annua il ritmo di caduta si è ridotto al 2,1% (attese -3,3%) da -4,2% del mese precedente.

E le prospettive per i mesi a venire sono positive, visto che la fiducia delle imprese di settore, elaborata da Istat, a luglio è balzata ai massimi da novembre 2011 e l'attività del comparto manifattura - dice l'indice Pmi - è tornata ad espandersi dopo due anni.

Una schiarita che si è evidenziata in tutta la zona euro, dove il settore privato è tornato a crescere dopo 18 mesi, mentre dagli Usa sono continuati ad arrivare segnali di un lento ma progressivo rafforzamento dell'economia.

"L'impressione è che nei mesi a venire il contributo principale alla ripresa verrà dall'export, mentre per vedere una risalita della domanda interna bisognerà aspettare un recupero sul fronte occupazionale, destinato a materializzarsi più in là", conclude Barbieri.

(hanno collaborato Antonella Cinelli e Giselda Vagnoni)

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