Italia, rating sotto pressione se tensioni politiche frenano riforme- DBRS

giovedì 25 luglio 2013 18:30
 

MILANO, 25 luglio (Reuters) - L'agenzia di rating Dbrs valuta positivamente il lavoro fatto dall'Italia negli ultimi due anni e vede diversi fattori positivi che giustificano la sua valutazione ad 'A low'.

Tuttavia considera di primaria importanza il fatto che il governo Letta proceda speditamente sul piano delle riforme. Se queste ultime dovessero subire una battura d'arresto in autunno con il possibile accentuarsi delle tensioni politiche, il rating potrebbe essere messo sotto pressione.

Lo dice un aggiornamento sull'Italia pubblicato oggi dall'agenza di rating canadese, una delle quattro considerate dalla Bce.

"Il rating è supportato da una larga e diversificata economia dell'Italia, da un robusto piano di consolidamento fiscale caratterizzato da un significativo surplus primario, da un basso debito privato e dalla probabile disponibilità dei membri della zona euro a dare supporto nel caso questo si rendesse necessario" dice il rapporto.

Di contro a pesare sul rating resta l'effettiva capacità di portare avanti riforme che possano portare l'Italia fuori dalla recessione. Queste riforme sono soggette a loro volta alla capacità del governo di procedere speditamente.

"Crediamo che le tensioni politiche potrebbero accelerare in autunno e potenzialmente portare a elezioni anticipate. Ciò potrebbe compromettere l'implementazione dei recenti decreti annunciati sulle riforme e ciò potrebbe mettere ulteriori pressioni al ribasso sul rating".

Dbrs ha abbassato il rating sull'Italia il marzo scorso portandolo a 'A low' da 'A', mantenendo il 'trend' negativo . L'agenzia di rating canadese è l'ultima della quattro considerate dalla Bce a mantenere la valutazione dell'Italia nella categoria 'A'.

Il rating 'A low' di Dbrs preserva i titoli di Stato italiani da una peggiore valutazione per l'utilizzo come collaterale nell'operazione della Bce. La Banca centrale europea infatti tiene conto della valutazione delle quattro agenzie di rating sia per decidere l'idoneità dei titoli da dare a garanzia nelle operazioni di rifinanziamento, sia per valutare la portata degli haircut da applicare ad essi. In particolare, per gli haircut scatta un incremento se si esce dal gruppo 'A' dei rating. La regola generale Bce è che vale il rating migliore di una delle quattro agenzie.

(Gabriella Bruschi)

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