25 luglio 2013 / 15:46 / tra 4 anni

PUNTO 2-Bpm, Bankitalia invita a riprendere confronto su Spa

(Aggiunge altri dettagli)

di Andrea Mandala

MILANO, 25 luglio (Reuters) - La Banca d‘Italia ha invitato i vertici di Pop Milano a riprendere il confronto sulla riforma della governance in direzione della trasformazione della cooperativa in Spa e conclude la lunga ispezione sull‘istituto con un esito “parzialmente sfavorevole”.

Nel frattempo la Vigilanza non ha concesso la rimozione dei cosiddetti add-on, ovvero dei requisiti aggiuntivi prudenziali sul capitale imposti dalla stessa Autorità nella segnalazione di giugno del 2011 a copertura dei rischi e che, se tolti, avrebbero avuto l‘effetto di liberare capitale e migliorare i ratios patrimoniali.

E’ quanto è emerso, secondo alcune fonti, dalla relazione ispettiva illustrata questa mattina ai consiglieri della popolare milanese dal numero uno delle Vigilanza, Carmelo Barbagallo.

A Piazza Affari le indiscrezioni sull‘ispezione hanno riacceso le speculazioni attorno alla Spa - e quindi a una maggiore contendibilità - spingendo al rialzo il titolo della banca milanese che ha chiuso a +2% a 0,39 euro.

Un esito ‘parzialmente sfavorevole’ corriponde, nell‘ambito della classificazione adottata da Banca d‘Italia - che si articola in una scala di valori ricompresi tra un primo livello, in caso di esito favorevole, ed un sesto livello, in caso di esito sfavorevole - al quarto livello.

Si tratta dello stesso giudizio con cui si era conclusa l‘ispezione nel 2011 e che poi aveva portato, dopo la moral suasion di Via Nazionale, al passaggio alla governance duale e alla gestione targata Bonomi

“La Banca d‘Italia ha invitato a riprendere il dialogo” sulla Spa, ha riferito una fonte vicina alla situazione.

Il progetto di trasformazione della cooperativa in una Spa ‘ibrida’, proposto dal Cdg presieduto da Andrea Bonomi, è stato congelato negli ultimi mesi in seguito alle frizioni con i dipendenti azionisti della banca e dopo la netta bocciatura della proposta di introdurre il voto a distanza senza mai riuscire ad approdare al voto assembleare.

Su questo tema il governatore della Banca d‘Italia, Ingazio Visco ha più volte sollecitato le popolari di grandi dimensioni a trasformarsi in società per azioni.

SU ESITO ISPEZIONE PESANO RILIEVI SU GOVERNANCE

Sull‘esito ‘parzialmente sfavorevole” dell‘ispezione di Banca d‘Italia pesano in particolare i rilievi sulla governance a fronte dei giudizi sostanzialmente positivi su diversi aspetti, tra cui quelli tecnici organizzativi, e in generale sulla gestione e sul percorso di risanamento, spiega un‘altra fonte vicina alla vicenda.

“Anche i dati semestrali, secondo la Banca d‘Italia sarebbero più che buoni”, aggiunge.

Un documento critico verso l‘attuale modello di governance della Bpm e la richiesta di cambiamenti era atteso ma bisognerà vedere in che termini si è espressa la Vigilanza e quanto è stata esplicita nell‘indicare la trasformazione in Spa.

Secondo quanto riferito da un consigliere, i rilievi sottolineano in particolare conflitti e disequilibri tra i due consigli della banca con ingerenze del Cds su temi di competenza del Cdg.

La Banca d‘Italia “pensa che ci sia uno scontro tra il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione”, dice.

Per questo motivo, aggiunge, sono state aperte procedure sanzionatorie “per la presunta ingerenza del Cds sulla gestione”.

RILIEVI SU CREDITI, RESTANO ADD-ON SU CAPITALE

Altri rilievi riguardano alcuni crediti, in particolare modo relativi alla controllata Banca di Legnano, ma in generale i conti della banca sono in ordine.

Se le indicazioni della Banca d‘Italia sulla governance e su crediti erano sostanzialmente attese, qualche sorpresa desta la mancata rimozione, almeno parziale, degli add-on che bloccano patrimonio appesantendo i coefficienti patrimoniali.

Secondo una fonte vicina alla situazione il tema add-on non era oggetto della relazione odierna e dovrebbe essere affrontato in un altro momento.

“Il percorso avviato per il superamento delle criticità sul fronte degli add-on è positivo per la Banca d‘Italia ma quest‘aspetto continua ad essere monitorato”, spiega.

Nell‘ispezione del 2011 l‘Organo di Vigilanza - dopo aver rilevato profili di criticità connessi agli assetti tecnico organizzativi, al presidio dei sistemi di controllo interni, alla governance nonché alla struttura del Gruppo - ha chiesto a Bpm, a fronte delle criticità rilevate, di adottare, ai fini della determinazione dei coefficienti di adeguatezza patrimoniale, fattori di ponderazione per alcune tipologie dei propri attivi particolarmente prudenziali.

Alla fine del primo trimestre 2013 Bpm aveva un Core Tier 1 dell‘8,37%. Calcolato a quella data a livello pro-forma, senza gli add-on e i Tremonti bond per 500 milioni rimborsati a fine giugno, ma tenendo conto dell‘aumento di capitale deliberato e che dovrebbe partire in autunno, il Corte Tier 1 sarebbe stato pari al 10,1%.

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