Riforme, per Grillo ddl costituzionale di governo è "colpo Stato"

giovedì 25 luglio 2013 13:09
 

ROMA, 25 luglio (Reuters) - Il disegno di legge costituzionale voluto dal governo di coalizioni per instradare le riforme costituzionali è un "colpo di Stato d'agosto", secondo quanto scrive sul suo blog Beppe Grillo, leader del Movimento Cinque stelle, perché di fatto deroga a un articolo della Carta, il 138.

Ieri il M5s ha indetto una manifestazione per il pomeriggio del 29 luglio, quando il provvedimento potrebbe arrivare in aula, davanti a Montecitorio contro "una riforma che modifica parti importanti della Costituzione in piena estate".

I grillini - e anche Sel - accusano in sostanza la maggioranza Pd-Pdl-centristi di aver accelerato i tempi d'esame del ddl costituzionale non consentendo la discussione.

"Il vero obiettivo di questo governo è la distruzione dell'impianto costituzionale per poter cambiare le regole del gioco democratico e assicurare ai partiti il potere e la greppia di Stato", scrive il comico e polemista ligure.

"Per cambiare la Costituzione senza impedimenti da parte dell'opposizione in Parlamento e senza il consenso dei cittadini, che ne sono i veri custodi, i partiti vogliono cambiare l'articolo 138, l'architrave", aggiunge.

L'ARTICOLO 138 E LA BICAMERALE

L'articolo 138 indica che le leggi costituzionali devono essere adottate sia dalla Camera che dal Senato con due successive decisioni, una almeno tre mesi dopo l'altra e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Se poi entro tre mesi dall'approvazione un quinto dei membri di una delle due Camere, o cinque consigli regionali o mezzo milione di elettori lo richiedano, la legge va sottoposta a referendum. Esiste però una deroga: il referendum non si tiene se nella seconda votazione la legge è stata approvata da almeno i due terzi dei membri di ciascun ramo del Parlamento.   Continua...