19 luglio 2013 / 10:44 / 4 anni fa

PUNTO 2-Tesoro valuta uso partecipazioni a garanzia titoli Stato

* Saccomanni non esclude vendite Eni, Enel, Finmeccanica-Bloomberg

* Ministro smentisce di aver formulato "specifiche ipotesi vendita"

* Difesa ha 1.600 immobili inutilizzati da valorizzare (Riscrive in parte, aggiunge Bonanni e contesto)

ROMA, 19 luglio (Reuters) - Oltre a prendere in considerazione la cessione delle quote in Eni, Enel e Finmeccanica, il Tesoro sta pensando di utilizzare le sue partecipazioni societarie a garanzia dei titoli di Stato.

Lo dice il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, in un'intervista rilasciata a Bloomberg tv da Mosca, dove è in corso il G20 finanziario.

"Stiamo considerando questa" ipotesi della vendita, ha risposto l'ex direttore generale della Banca d'Italia a margine del G20 finanziario di Mosca secondo quanto scrive Bloomberg.

"Queste società sono in utile e distribuiscono dividendi allo Stato, perciò dobbiamo anche prendere in considerazione la possibilità di usare le quote come collaterale per operazioni di riduzione del debito che stiamo valutando", ha aggiunto.

Successivamente il Tesoro ha diffuso una nota per smentire che nell'intervista a Bloomberg Saccomanni abbia formulato "specifiche ipotesi di vendita" di controllate del Tesoro.

A fine maggio il debito ha toccato il nuovo record storico di 2.074 miliardi.

Il governo detiene direttamente e indirettamente poco più del 30% di Eni, Enel e Finmeccanica, società che capitalizzano complessivamente poco più di 90 miliardi. In un mercato lievemente positivo Eni ha chiuso a +0,18%, Enel a -0,75% e Finmeccanica a -1,64%.

Equita Sim sottolinea che "si potrebbe creare pressione sui titoli, mentre l'upside speculativo derivante dalla discesa sotto il 30% del governo rimarrebbe limitato dalla presenza della golden share".

Già il 3 luglio, Saccomanni aveva detto che "per le società partecipate pubbliche, il proseguimento di processi di vendita sarà realizzato sulla base di valutazioni... quali la strategicità delle partecipazioni per l'economia nazionale (come ad esempio per i settori dell'energia o della difesa), e la convenienza economica della vendita".

Nell'audizione a Montecitorio il ministro aveva sottolineato l'esigenza di "confrontare i risparmi, in termini di interessi connessi con l'abbattimento del debito, con il flusso di dividendi annui distribuiti dalle società partecipate".

L'ipotesi abbozzata oggi circa l'utilizzo delle quote come garanzia dei titoli di Stato avrebbe proprio il merito di ridurre i tassi di interesse senza che il Tesoro debba rinunciare ai dividendi.

GLI IMMOBILI DEL DEMANIO E DELLA DIFESA

I governi degli ultimi anni hanno provato più volte a lanciare programmi di dismissione del patrimonio pubblico, con esiti spesso deludenti.

Nel 2012 l'esecutivo di Mario Monti ha venduto alla Cassa depositi e prestiti, che è fuori dal perimetro della pubblica amministrazione, le controllate Sace, Fintecna e Simest per un importo di 8,7 miliardi.

L'operazione, un deconsolidamento più che una vera e propria privatizzazione, ha consentito di ridurre il debito di circa 2,61 miliardi e rimborsare alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione fatture inevase per 6,09 miliardi.

Con il debito pubblico che si avvia a superare il 130% del Pil, il governo si è impegnato a lanciare in autunno un roadshow con gli investitori nazionali e internazionali interessati a rilevare gli attivi dello Stato, ha annunciato ieri il capogruppo del Pdl Renato Brunetta.

Il Tesoro intende portare avanti le politiche di dismissione anche perché il Fiscal compact renderà presto più rigida la gestione del bilancio, obbligando l'Italia a ridurre di un ventesimo l'anno la quota del debito/Pil superiore al 60%.

Il bilancio di previsione contenuto nel Documento di economia e finanza (Def) indica una dinamica del debito che include proventi da privatizzazione per un importo di circa 1 punto di Pil all'anno, tra 2013 e 2017.

Saccomanni ha già chiarito che per quest'anno, "date anche le condizioni congiunturali, l'importo delle dismissioni risulterà modesto".

Il Tesoro punta a ridurre il debito anche attraverso la cessione di immobili demaniali. L'Agenzia del demanio ha già individuato un primo portafoglio di beni inutilizzati, per un valore di 600 milioni. La Difesa ha dichiarato che non sono utilizzati circa 1.600 cespiti.

(Giuseppe Fonte e Giselda Vagnoni)

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