18 luglio 2013 / 12:41 / tra 4 anni

SINTESI-Governo, no alternative a Letta e sua maggioranza-Napolitano

* “Berlusconi rispetti sentenza Cassazione”

* Alfano non ha “responsabilità oggettiva” in caso kazako

* Ingiuria Calderoli a Kyenge è “indecente”

di Roberto Landucci

ROMA,18 luglio (Reuters) - Si mettano l‘animo in pace i detrattori del premier Enrico Letta, siano essi all‘opposizione o dentro la stessa maggioranza. Il Quirinale non darà corda ad alcun progetto alternativo a questo esecutivo impegnato nel risanamento economico e a riformare la Costituzione, il cui fallimento avrebbe contraccolpi irrecuperabili nei mercati finanziari.

Giorgio Napolitano, nel suo discorso estivo alla stampa parlamentare, si spende a 360 gradi in favore della continuità dell‘attuale governo e prova a spegnere i più recenti focolai di tensione con due avvertimenti.

Il primo a Silvio Berlusconi e ai “falchi” del Pdl, perché si affidino “con rispetto” alle decisioni della Corte di Cassazione sul processo Mediaset ; il secondo a chi vuole sfiduciare il titolare del Viminale Angelino Alfano per il caso kazako (renziani del Pd compresi), perché “è azzardato evocare responsabilità oggettive” del ministro “nell‘inaudita storia della precipitosa espulsione all‘Italia della madre kazaka e della sua bambina”, ma avvenuta senza il vaglio dell‘autorità politica, dice il presidente.

L‘Italia non ha ancora superato i problemi ecoomici e di assetto istituzionale che l‘espongono “a un serio pericolo di declino”, nonostante il bollettino trimestrale di Bankitalia apra un piccolo spiraglio di ottimismo e si vedano “segni incoraggianti di stabilizzazione dell‘attività produttiva nel secondo semestre”, argomenta Napolitano.

Da qui l‘interrogativo retorico del presidente e la conseguente risposta: “Si può mettere a repentaglio la continuità di questo governo impegnato in un programma di attività ben definito, senza offrire pesanti ragioni ai più malevoli e anche interessati critici e detrattori del nostro Paese, pronti a proclamare l‘ingovernabilità e l‘inaffidabilità dell‘Italia? I contraccolpi a nostro danno, nelle relazioni internazionali e nei mercati finanziari, si vedrebbero subito e potrebbero risultare irrecuperabili”.

Anche perché “l‘uscita dalla procedura Ue di deficit eccessivo è un primo risultato [ottenuto dall‘Italia] da non dissipare”.

Napolitano ne ha anche per i “retroscena” foraggiati da varie fonti politiche, i quali, sulla scia delle ritrovate tensioni Pdl-magistratura e dello scossone politico-istituzionale dello scandalo kazako, hanno ipotizzato un Letta bis e maggioranze di governo alternative: “Coloro che lavorano su ipotesi più o meno fumose o arbitrarie non contino su decisioni che quando si fosse creato un vuoto politico spetterebbero al presidente della Repubblica. Non ci si avventuri perciò a creare vuoti, a staccare spine, per il rifiuto di prendere atto di ciò che la realtà politica post elettorale ha reso obbligato”.

Ma se è “obbligatorio” concedere a Letta i 18 mesi del suo “cronoprogramma” per riportare l‘Italia alla crescita e cambiare la Costituzione e la legge elettorale, non altrettanto credito Napolitano è disponibile a concedere al vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, che aveva insultato con un epiteto razzista il ministro per l‘Integrazione Cecile Kyenge.

“Siamo dinanzi all‘ingiuria indecente e aggressiva, specie se a fondo razzista o maschilista, e ancor più se pronunciata da chi dovrebbe unire alla dignità personale quella istituzionale. Rispetto a ciò è tempo di levare un argine comune”, ha stigmatizzato il capo dello Stato.

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