17 luglio 2013 / 16:50 / 4 anni fa

Imu, su tavolo più proposte, anche soluzione ponte per 2013-fonti

* Domani mattina incontro di maggioranza per cercare una soluzione

* I partiti di governo continuano ad avere opinioni opposte

* Senza accordo si fa strada l'ipotesi della soluzione transitoria

di Giuseppe Fonte

ROMA, 17 luglio (Reuters) - Abolizione dell'Imu sulle abitazioni principali con l'eccezione di ville, castelli o case di lusso, una rimodulazione per ridurre il prelievo sui redditi medio-bassi o, qualora la maggioranza non riuscisse a trovare l'intesa, una soluzione transitoria per il 2013 rinviando alla Legge di stabilità la complessiva riforma della tassazione immobiliare.

Secondo quanto riferiscono due fonti politiche, all'incontro con i partiti di maggioranza convocato per domani alle 8,30 il governo porrà sul tavolo più soluzioni, con diverse ipotesi di copertura.

"Ci sono una molteplicità di proposte: dall'abolizione dell'Imu sulla prima casa a diverse forme di rimodulazione", dice una prima fonte.

Oggi il Senato ha convertito in legge il decreto che ha sospeso la prima rata dell'Imu fino al 16 settembre, in attesa della riforma promessa dal governo entro il 31 agosto.

I partiti che sostengono il governo di Enrico Letta continuano ad avere opinioni diverse su come cambiare l'Imu. Il Pdl vuole esentare le prime case dal versamento dell'Imposta, insistendo su un'operazione che obbligherebbe il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, a trovare 4 miliardi di coperture l'anno. Pd e Scelta civica preferirebbero rendere l'Imu più progressiva.

Un'ipotesi al vaglio del Tesoro consiste nell'aumentare l'attuale franchigia da 200 a 500-600 euro, esentando ben oltre l'80% dei contribuenti, secondo i dati parziali diffusi dal Dipartimento finanze. Il costo per l'Erario sarebbe superiore a 3 miliardi.

Una seconda fonte tende a escludere che la riunione di domani possa essere risolutiva e accredita "una soluzione transitoria" per il 2013.

Il primo a ipotizzare un rinvio del dossier Imu era stato il ministro del Welfare, Enrico Giovannini, l'8 luglio scorso, salvo poi rettificare con una nota ufficiale

La riunione di domani servirà anche a chiudere il confronto sull'Iva. Con un decreto approvato a fine giugno, il governo ha rinviato dal primo luglio al primo ottobre l'aumento di un punto percentuale dell'aliquota ordinaria oggi pari al 21%.

Tra le misure necessarie a garantire il miliardo di copertura, il Tesoro ha inserito una generale revisione degli acconti fiscali, che nel caso di Irpef ed Irap sulle società di capitale sono saliti dal 99 al 100%. L'acconto Ires è aumentato al 101% mentre la ritenuta sugli interessi di conti correnti e depositi è cresciuta al 110%.

La maggioranza vuole modificare la copertura e Saccomanni porterà domani un insieme di proposte.

Secondo quanto ha lasciato intendere Letta nelle scorse settimane, il governo potrebbe rinviare l'aumento dell'Iva di altri tre mesi, fino al primo gennaio 2014, attraverso un emendamento alla legge di conversione del decreto. A patto, però, di trovare l'ulteriore miliardo necessario per non compromettere l'impegno a mantenere il deficit sotto il 3% del Pil.

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