Kazake espulse, Alfano e il governo non si toccano, dice Berlusconi

mercoledì 17 luglio 2013 08:00
 

ROMA, 17 luglio (Reuters) - Il leader del Pdl Silvio Berlusconi ritiene che il ministro dell'Interno e segretario del suo stesso partito Angelino Alfano non abbia responsabilità nell'affaire sull'espulsione dall'Italia della moglie e della figlia di un leader dell'opposizione kazaka, e che dunque non debba dimettersi.

"Alfano non ha nessuna colpa e non si tocca. Non si tocca né lui né il governo", ha detto l'ex presidente del Consiglio in un colloquio pubblicato oggi dal quotidiano Il Corriere della Sera.

"Non vedo nulla che possa mettere in discussione la stabilità, nulla che possa provocare una crisi", ha aggiunto Berlusconi, che ha detto di giudicare "assurde" le mozioni di sfiducia individuale contro Alfano, che è anche vice presidente del Consiglio, da Movimento Cinque Stelle e Sel che saranno discusse al Senato venerdì prossimo.

Ieri, da Londra, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha risposto: "Non ho dubbi che il governo continuerà e che supererà questa situazione", alla domanda se l'esecutivo resisterebbe anche nel caso in cui venerdì prossimo il Parlamento dovesse votare la sfiducia ad Alfano e il 30 luglio la Suprema Corte confermasse la condanna di Berlusconi per il processo Mediaset .

Per il leader del centrodestra la vicenda dell'espulsione della moglie e della figlia di Mukhtar Ablyazov è "un caso esemplare, nel senso che rivela come la burocrazia abbia prevalso sulla politica".

Ieri, lo stesso Alfano, ricostruendo la vicenda con una relazione al Parlamento, ha detto che le autorità diplomatiche kazake avrebbero voluto contattarlo, ma riuscirono solo a raggiungere il suo capo di gabinetto, Giuseppe Procaccini, che sempre ieri si è dimesso dall'incarico.

Pur ribadendo la correttezza formale della procedura che ha portato, a fine maggio, all'espulsione di Alma Shalabayeva e della figlia di 6 anni, Alfano ha sottolineato che "resta grave la mancata informativa al governo sulla vicenda che dall'inizio presentava caratteri non ordinari", e ha annunciato "una riorganizzazione complessiva del Dipartimento di pubblica sicurezza, a cominciare dal settore centrale immigrazione".

Lo stesso prefetto Procaccini, secondo quanto scrive oggi il Corriere della Sera citando sue dichiarazioni, ha detto di aver ricevuto l'ambasciatore kazako al Viminale "perché me lo disse il ministro spiegandomi che era una cosa delicata", e di aver poi riferito ad Alfano i contenuti dell'incontro.

Ma Procaccini, secondo il giornale, afferma di aver saputo solo che il Kazakistan segnalava "la presenza di un pericoloso latitante armato", cioè Ablyazov , ma non che si trattasse di un dissidente, e di non essere stato poi informato dell'espulsione della donna e della bambina dal prefetto a cui aveva trasmesso la pratica.

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