Berlusconi, avvocati valutano rinuncia a prescrizione - Coppi

lunedì 15 luglio 2013 08:24
 

ROMA, 15 luglio (Reuters) - I legali di Silvio Berlusconi stanno valutando la possibilità che il loro cliente rinunci alla prescrizione nel processo Mediaset sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv, ha detto l'avvocato Franco Coppi, uno dei due legali dell'ex premier.

"Si discuterà nei prossimi giorni perché a (l'avvocato Niccolò) Ghedini e a me l'idea di superare lo scoglio della prescrizione non dispiace", ha detto Coppi in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, rispondendo a una domanda sull'ipotesi di rinunciare alla prescrizione.

Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha fissato l'udienza per il processo a Berlusconi al 30 luglio - dopo la condanna in secondo grado a maggio - facendo insorgere sia i difensori del leader Pdl che gli esponenti del suo partito, secondo cui i giudici vorrebbero accelerare per arrivare alla condanna.

Un'ipotesi, quella della condanna del capo del centrodestra, che secondo il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, porterebbe alla caduta del governo di coalizione guidato da Enrico Letta. "La parola non potrebbe che tornare al popolo sovrano", ha detto Brunetta, in un'intervista oggi a La Stampa, facendo eco alle parole dei giorni scorsi del capogruppo al Senato Renato Schifani.

Per la Cassazione la fissazione al 30 luglio del procedimento è dovuta al rischio che almeno uno dei reati compresi vada in prescrizione dall'1 agosto.

L'avvocato Coppi ha detto che per i difensori la prescrizione scatterebbe invece il 26 settembre. In ogni caso i legali stanno "studiando se non sia il caso di chiedere alla Corte di voler rivedere questi conteggi ed, eventualmente, di revocare l'assegnazione alla sezione feriale e di assegnare il processo a quella che secondo le tabelle interne dovrebbe essere la sezione competente".

Coppi ha invece bocciato l'idea di chiedere al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la grazia per Berlusconi, avanzata nei giorni scorsi da un quotidiano di centrodestra, dicendo che danneggia lo stesso ex premier.

Venerdì scorso il Quirinale ha definito "queste speculazioni su provvedimenti di competenza del capo dello Stato in un futuro indeterminato... un segno di analfabetismo e sguaiatezza istituzionale e danno il senso di un'assoluta irresponsabilità politica che può soltanto avvelenare il clima della vita pubblica".

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