10 luglio 2013 / 14:19 / tra 4 anni

PUNTO 2-Banche, Ue propone agenzia per banche in crisi, Germania critica

(Aggiunge posizione Italia)

BERLINO/BRUXELLES, 10 luglio (Reuters) - La Commissione Europa ha proposto la creazione di un‘agenzia per salvare o chiudere le banche in crisi anche se l‘assenza nell‘immediato di un fondo di emergenza potrebbe vanificare lo sforzo.

La nuova authority, che lavorerebbe in tandem con la Bce in qualità di supervisore, avrebbe il compito di rilanciare o accompagnare alla chiusura le banche in difficoltà. Si tratta del secondo pilastro dell‘unione bancaria che ha come obiettivo quello di rafforzare la capacità di risposta della zona euro alla crisi.

Tuttavia secondo la Germania la proposta darebbe alla Commissione europea poteri non previsti negli attuali trattati e questo potrebbe ritardare l‘avvio dell‘unione bancaria.

La proposta piace invece all‘Italia perché contribuirà “ad aumentare la fiducia e la stabilità del sistema bancario” e “a sostenere la ripresa economica nella zona euro”.

“Ora è necessario procedere ad un‘adozione rapida della proposta della Commissione europea, perché il Meccanismo unico di risoluzione delle crisi possa entrare in vigore il prima possibile, come già sollecitato allo scorso Consiglio europeo di giugno”, scrive il governo italiano in una nota.

Se gli stati dell‘Unione Europea saranno d‘accordo l‘agenzia sarà operativa dal 2015 e avrà eventualmente i mezzi per imporre perdite ai creditori di banche in difficoltà, secondo quanto si legge nel progetto.

Tuttavia la nuova authority sarà penalizzata dal fatto che dovrà aspettare anni prima che possa disporre di fondi per pagare i costi di qualsiasi ristrutturazione bancaria.

Secondo quanto riferito da alcuni funzionari, il progetto prevede di spingere le banche a creare una cassaforte tra 55 e 70 miliardi di euro, anche se questo dovrebbe richiedere almeno una decade, lasciando nel frattempo l‘agenzia molto dipendente dagli schemi nazionali.

“L‘idea è di spezzare il legame tra le crisi bancarie e quelle sovrane”, ha spiegato Michel Barnier, commissario per il Mercato interno con la delega per la regolamentazione finanziaria, sottolineando tuttavia la necessità di una buona gestione bancaria piuttosto che di un piano di emergenza pan-europeo.

“Nei prossimi anni, naturalmente, i fondi saranno molto modesti”, ha aggiunto.

Critici gli analisti: “Il problema chiave è che senza l‘accesso ultimo alle risorse di bilancio sarà molto difficile concordare di chiudere una banca”, spiega Guntram Wolff analista del think tank Bruegel.

Secondo il progetto la Ue non chiederà un ruolo di emergenza per l‘Esm, il fondo di salvataggio della zona euro.

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