Crisi, debito pubblico appesantisce sistema, no nazionalizzazioni-Abi

mercoledì 10 luglio 2013 09:56
 

ROMA, 10 luglio (Reuters) - E' il debito pubblico ad appesantire i conti delle imprese, delle banche e delle famiglie, perciò non è al momento ipotizzabile che lo Stato possa intervenire sulle istituzioni finanziarie in crisi con nuove nazionalizzazioni.

E' quanto scrive il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, nella relazione che leggerà questa mattina all'assemblea annuale dell'associazione dei banchieri.

"Ora lo Stato non sarebbe in grado di far fronte a nuove nazionalizzazioni, poiché sono proprio i debiti della Repubblica ad appesantire imprese, banche e famiglie", scrive Patuelli.

Secondo il presidente dell'Abi "le banche non rappresentano più un comparto ricco perché risentono fortemente della crisi che incide direttamente sui fattori produttivi e realizza il sempre più grave deteriorarmente del credito".

A livello europeo, dopo aver riconosciuto che è solo grazie all'euro se oggi il nostro debito pubblico è sostenibile, Patuelli dice che "occorre procedere con decisione e speditezza verso l'Unione bancaria in tutte le sue componenti".

(Paolo Biondi)

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