May 23, 2013 / 10:33 AM / 4 years ago

PUNTO 1-Italia condannata a stagnazione senza riforme - Squinzi

5 IN. DI LETTURA

* Tagliare cuneo, cambiare norme su contratti a termine, pensioni

* Restituire tutti i 40 mld debiti Pa o salta fiducia imprese

* Situazione credito mette a rischio sopravvivenza imprese (Aggiunge dichiarazioni Squinzi)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 23 maggio (Reuters) - L'Italia potrà tornare alla crescita solo rilanciando l'industria manifatturiera, motore dell'economia, dando più credito alle imprese, tagliando un fisco punitivo e rendendo flessibile il mercato del lavoro.

E' il messaggio che il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, ha lanciato al governo e al Paese nel suo intervento all'assemblea degli industriali, in cui ha avvertito che senza le riforme lungamente promesse l'Italia non potrà staccarsi dalla stagnazione e rilanciare l'occupazione.

"Senza interventi decisi e concreti, la crescita del Paese non supererà per molto tempo lo 0,5% annuo, del tutto insufficiente a creare lavoro e a risollevare i destini di tantissime imprese", ha detto Squinzi.

Le stime di Confindustria, che probabilmente saranno riviste al ribasso il prossimo 5 giugno in linea con quelle delle istituzioni internazionali, prevedono per il 2013 una flessione del Pil di -1,1% e un primo accenno di ripresa il prossimo anno a +0,6%.

La commissione Ue stima un calo del Pil italiano dell'1,3% e un +0,7% in 2014, a fronte del -1,5% e +0,5% del Fmi.

Il governo è fermo a una previsione di -1,3% quest'anno e +1,3% il prossimo, ma anche questi dati saranno probabilmente rivisti.

Manifattura E' Motore Italia, Stop a Fisco Punitivo

Ai partiti e alla politica, Confindustria chiede che si faccia una legge elettorale che "assicuri legislature piene e stabilità governativa" e ringrazia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla cui "disponibilità, tutti noi dobbiamo una riconoscenza particolare".

Per Confindustria "l'azione di governo, che confidiamo abbia davanti a sé il tempo per attuare le politiche necessarie, deve avere come pilastro portante delle proprie scelte la politica industriale", ha detto Squinzi alla platea degli industriali che soffrono da sette trimestri di una crescita negativa del Pil.

"Il manifatturiero è il motore del nostro sistema, l'unico in grado di riattivare il resto dell'economia".

Fisco, credito, riforme, sono il consueto quaderno delle doglianze che anche quest'anno gli industriali rivolgono ai politici e ai rappresentanti del nuovo governo presenti nella sala dell'Auditorium Parco della Musica a Roma.

"I mali fiscali italiani restano intatti. Abbiamo un fisco punitivo e di intensità unica al mondo. Quanto di peggio si possa immaginare per un investitore. Il fisco italiano sembra dire agli imprenditori che crescere non conviene", ha rincarato la dose Squinzi aggiungendo che pesa sulle imprese anche "la situazione del credito che rende quasi impossibile non gli investimenti, ma la ordinaria gestione delle imprese e ne mette in pericolo la sopravvivenza".

"Dobbiamo contrastare la terza ondata di credit crunch", ammonisce il numero uno degli imprenditori.

Confindustria apprezza 'la manovra' a favore delle imprese rappresentata dai provvedimenti per restituire 40 mld di crediti vantati con la pubblica amministrazione, ma avverte: "se per qualche ragione il nostro credito venisse usato per altri fini chi ci governa sappia che il rapporto con gli imprenditori sarà compromesso irrimediabilmente".

Disoccupazione Madre Di Ogni Male Sociale

Per le imprese, la mancanza di occupazione, che in Italia interessa oltre l'11% degli attivi e il 38,4% dei giovani sotto i 25 anni, "è la madre di ogni male sociale".

Per invertire la tendenza è necessario tagliare il cuneo fiscale che nel 2012 è stato oltre il 53% del costo del lavoro. "Bisogna ridurre questo cuneo eliminando il costo del lavoro dalla base imponibile Irap e tagliando di almeno 11 punti gli oneri sociali che gravano sulle imprese manifatturiere".

Avanti poi con una maggiore flessibilità di ingresso nel lavoro e nell'età di pensionamento per favorire il ricambio generazionale e correggere un mercato del lavoro "troppo vischioso e inefficiente".

Confindustria è favorevole a una modifica della legge Fornero che renda meno onerosi i contratti a termine per le imprese e a cambiare la riforma delle pensioni rendendo flessibile l'età di uscita dal lavoro, data la crisi attuale.

Squinzi definisce "vitale" il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, ma non nasconde la sua "contrarietà sul modo in cui il governo ha reperito le risorse destinate a finanziare gli ammortizzatori in deroga", prelevandole dai fondi per la formazione e i salari di produttività e sollecita che, come promesso dal premier Enrico Letta, "siano reintegrati".

In questo le imprese viaggiano all'unisono con il sindacato con il quale si sta chiudendo, dopo sessant'anni, anche l'accordo sulla rappresentanza.

(Hanno collaborato Stefano Bernabei, Giselda Vagnoni)

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