Confindustria: Italia destinata a lunga stagnazione senza riforme concrete - Squinzi

giovedì 23 maggio 2013 10:49
 

ROMA, 23 maggio (Reuters) - La crescita può arrivare solo da un rilancio dell'industria manifatturiera, motore dell'economia italiana, dando più credito alle imprese, tagliando un fisco punitivo e rendendo flessibile il mercato del lavoro per aiutare il ricambio generazionale.

E' il messaggio che il presidente della Confindustria ha lanciato al governo e al Paese nel suo intervento all'assemblea degli industriali, in cui ha avvertito che senza le riforme lungamente promesse l'Italia non potrà staccarsi dalla stagnazione e rilanciare l'occupazione.

"Senza interventi decisi e concreti, la crescita del Paese non supererà per molto tempo lo 0,5% annuo, del tutto insufficiente a creare lavoro e a risollevare i destini di tantissime imprese", ha detto Squinzi.

Ai partiti e alla politica, Confindustria chiede che si faccia una legge elettorale che "assicuri legislature piene e stabilità governativa" e ringrazia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla cui "disponibilità, tutti noi dobbiamo una riconoscenza particolare".

Per Confindustria "l'azione di governo, che confidiamo abbia davanti a sé il tempo per attuare le politiche necessarie, deve avere come pilastro portante delle proprie scelte la politica industriale", ha detto Squinzi alla platea degli industriali che vivono da sette trimestri una crescita negativa del Pil.

Fisco, credito, riforme, sono il consueto quaderno delle doglianze che anche quest'anno gli industriali rivolgono ai politici e ai rappresentanti del governo presenti nella sala dell'Auditorium della Musica a Roma.

"I mali fiscali italiani restano intatti. Abbiamo un fisco punitivo e di intensità unica al mondo. Quanto di peggio si possa immaginare per un investitore. Il fisco italiano sembra dire agli imprenditori che crescere non conviene".

(Giselda Vagnoni, Stefano Bernabei)

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