Pd per ritiro proposta su partiti dopo polemiche, oggi nodo ineleggibilità

martedì 21 maggio 2013 08:57
 

ROMA, 21 maggio (Reuters) - Dopo le contestazioni del Movimento 5 Stelle che ieri hanno accompagnato la presentazione di una proposta di legge del Pd che vorrebbe obbligare i partiti a essere "trasparenti" per poter partecipare alle elezioni, il capogruppo democratico al Senato Luigi Zanda annuncia l'intenzione di far decadere il testo.

Sempre a Palazzo Madama, intanto, oggi si vota per l'elezione del presidente della Giunta delle elezioni, mentre i grillini presentano un ordine del giorno per dichiarare ineleggibile l'ex premier Silvio Berlusconi perché concessionario delle frequenze pubbliche tv attraverso Mediaset, sperando nei voti proprio del Pd.

"Penso che l'Italia abbia cose più serie di cui occuparsi anche se credo che al Paese farebbe bene avere una normativa sui partiti politici. Ma non mi sembra che il clima che ha accolto un'iniziativa vecchia di anni abbia la positività necessaria per essere portata avanti o soltanto discussa", ha detto Zanda in un'intervista al quotidiano "La Repubblica" pubblicata oggi, spiegando che intende far cadere il testo.

Ieri i grillini avevano attaccato la proposta del Pd - già presentata nel 2012 e inserita anche negli "Otto punti" che l'ex segretario Pier Luigi Bersani aveva proposto dopo le ultime elezioni per formare un governo col sostegno del M5s - definendola "antimovimenti", e lo stesso Beppe Grillo ha detto che se il progetto dovesse passare per protesta non presenterebbe più la lista.

Ma voci critiche si sono alzate anche dal Pd, come è il caso del sindaco di Firenze Matteo Renzi, secondo cui la proposta di legge "è un modo per far vincere le elezioni a Grillo e ai grillini".

Renzi, che ieri sera era ospite della trasmissione di RaiUno "Porta a porta", se l'è presa anche con la questione dell'ineleggibilità di Berlusconi, sostenuta dal M5s e anche, nei giorni scorsi, dallo stesso Zanda e da una parte del Pd: "Se vuoi vincere le elezioni non puoi squalificare gli altri, devi prendere i voti degli italiani".

La questione riguarda una legge del 1957 sull'ineleggibilità dei titolari di concessioni statali. Berlusconi è stato eletto per la prima volta in Parlamento nel 1994, e finora la sua elezione non è mai stata contestata ufficialmente. Ma il M5s ha da tempo annunciato che intende presentare oggi una proposta per far decadere l'ex premier dal Senato, dove è stato eletto alle ultime elezioni.

Il Pdl, anche ieri, è tornato ad avvertire il Pd che un voto contro Berlusconi farebbe cadere il governo di coalizione.

Ma l'ordine del giorno prevede al primo punto l'elezione del presidente della Giunta per le autorizzazioni di Palazzo Madama, l'organo che deve decidere sull'ineleggibilità, ed è difficile che ci sia il tempo, almeno oggi, per affrontare altri argomenti. La presidenza in teoria dovrebbe andare a un esponente dell'opposizione, ma il Pd non vuole votare per il candidato della Lega Nord, partito che si è astenuto in Senato sulla fiducia al governo, mentre Sel e M5s si sono astenuti.

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