17 maggio 2013 / 09:18 / tra 4 anni

Banche Europa, con supervisione Bce verso politica finanziamenti selettiva

BRUXELLES, 17 maggio (Reuters) - La Banca centrale europea potrebbe sfruttare i nuovi poteri di vigilanza che le saranno attribuiti l‘anno prossimo per adottare un approccio più selettivo nella politica di finanziamenti al sistema bancario a scapito degli istituti più deboli.

E’ quanto sostengono alcune fonti vicine alla situazione che evidenziano il potenziale rischio che un irrigidimento di questo genere finirebbe per far confluire il flusso di fondi della Bce alle banche più solide trascurando le più vulnerabili. Queste ultime sarebbero così costrette a trovare altri soluzioni per rafforzare i buffer di capitale, mentre le singole banche centrali nazionali potrebbero essere costrette ad intervenire.

La questione si innesta in un contesto di crescente preoccupazione a livello di Bce - che con i propri fondi foraggia gran parte del sistema bancario europeo - sui rischi derivanti dal sostenere le banche che offrono deboli collaterali a garanzia dei finziamenti ricevuti.

“Le banche centrali forniscono liquidità a fronte di garanzie, ma che cosa si fa nei casi di banche più dipendenti (da questi fondi) ?”, dice una fonte a conoscenza delle questioni della Bce.

“Se una banca continua a chiedere liquidità, (la Bce) renderà ciò più difficile. Si dovrà pagare un prezzo più elevato. Si dovranno cambiare le regole per la fornitura di liquidità”, aggiunge.

Nessun commento da parte della Bce che lo scorso anno ha concesso alle banche 1000 miliardi di euro di prestiti a 3 anni a tassi bassi e offerto un sostegno illimitato.

Attualmente, la Bce si affida alle autorità di vigilanza nazionali per ottenere informazioni sulle banche che chiedono finanziamenti, ma questo sistema è destinato a mutare una volta che Francoforte avrà assunto i compiti di supervisione diretta l‘anno prossimo.

Con questi nuovi poteri l‘istituto centrale potrebbe utilizzare le informazioni che ottiene direttamente per identificare le banche patrimonialmente deboli, richiederne un rafforzamento o escluderle dalle sue operazioni di finanziamento, ha spiegato un‘altra fonte a conoscenza dei nuovi schemi di vigilanza.

A sua volta una situazione di questo tipo potrebbe portare al fallimento di una banca ponendo un interrogativo sulla rigida divisione tra il ruolo della Bce come vigilante e come custode della politica monetaria.

“Il vigilante può dire che un tale collaterale portato dalla banca non è tra quelli standard richiesti e che ha bisogno di più capitale” dice la fonte spiegando che, in questo caso, una banca potrebbe essere estromessa dai finanziamenti Bce se non fa una ricapitalizzazione entro qualche mese.

Tutto questo non significa diminuire il sostengo al sistema bancario, ma cambiare registro utilizzando un approccio più selettivo, concentrato sulle banche più forti e con maggiori potenzialità di crescita.

“Avere la supervisione permette alla Bce di discriminare tra banche ‘zombie’ e banche sane e assicurarsi che i finanziamenti vadano alle banche che prestano i soldi all‘economia”, commenta Daniel Gros del Centre for European Policy Studies.

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